Adria, diffida M5s sugli appalti pubblici

caniatoProsegue la battaglia del Movimento 5 Stelle adriese circa la questione appalti. In seguito alla pubblicazione di due avvisi d’invito riguardanti pulizie e servizi cimiteriali, i grillini rialzano pesantemente la voce: “Da parte nostra la sensazione è di sdegno totale – attaccano –, dal momento che abbiamo ravvisato una palese violazione dei principi di trasparenza introdotti dal nuovo codice degli appalti. Tale procedura d’invito, infatti, pur fissando in modo chiaro e distinto alcune componenti, omette un elemento di fondamentale importanza: il momento di inizio della presentazione della manifestazione d’interesse da parte delle cooperative partecipanti, non indicata dal metodo d’invito scelto dall’amministrazione”.

Secondo i 5 stelle questa procedura d’invito, pur essendo lecita, è altamente discutibile: “L’amministrazione – spiegano – indica solo che ai due bandi verranno ammesse le prime cinque cooperative che avranno presentato via Pec la manifestazione d’interesse entro le ore 10.00 del 12 settembre, ma non il suo momento d’inizio. Si tratta di una mancanza gravissima, che non consente la par condicio tra eventuali partecipanti, e per questo diffidiamo l’amministrazione a dar seguito a quegli avvisi”.

Utilizzando una metafora, “è come se in una gara fosse chiaro il punto di arrivo ma non fosse indicato quello di partenza, e non fosse dato a tutti i partecipanti lo stesso tempo per raggiungere i blocchi di partenza”. Questo fatto arriva dopo mesi di lamentele nei confronti dell’amministrazione da parte del M5S, secondo i quali gli appalti comunali legati ai servizi sono stati affidati in questi anni a pochi operatori economici: “Dal nostro punto di vista in questo modo non vengono rispettati etica, trasparenza, rotazione ed economicità. Di conseguenza, chiediamo innanzitutto che sia reso pubblico l’elenco delle cooperative che hanno già inviato la propria manifestazione d’interesse per i due bandi, e inoltre suggeriamo per il futuro che le cooperative, se proprio devono essere solo cinque, siano scelte a sorteggio”. Si tratta di una questione importante – chiudono – “che non può essere bollata con arroganza a fuffa, come fatto dal vicesindaco Simoni in consiglio comunale”.

Stefano Chiarelli

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