Cavarzere premia Debby Pellegrin, il poliziotto “eroe”

debby pellegrin“Eravamo quasi alla fine del turno di notte, quando è arrivata la chiamata”: non una chiamata normale, quella dello scorso 29 giugno per Debby Pellegrin, residente a Cavarzere, assistente della Polizia di Stato, Questura di Padova, ma una di quelle chiamate che lasciano il segno. Una ragazza aveva deciso di farla finita gettandosi nel Bacchiglione e, alla vista delle prime volanti sopraggiunte sul luogo dopo una segnalazione, si è tuffata davvero. Pellegrin e il suo collega stavano arrivando in quell’istante sul posto: non ci hanno pensato due volte, hanno raggiunto la riva del fiume e si sono buttati in acqua cercando di raggiungere la giovane.
“L’ho vista che stava annaspando – ricorda Pellegrin -. Io e il mio collega, il vice-sovrintendente Matteo Miccoli, ci siamo buttati e a nuoto l’abbiamo raggiunta: prima lui l’ha afferrata, ma lei ha reagito mandandolo sott’acqua. Quindi sono arrivato io e siamo riusciti a portarla sull’altra sponda del fiume”.
Ma in quel punto, a causa della fitta vegetazione, era impossibile risalire: “Così siamo rimasti aggrappati ai rami, sempre immersi nell’acqua fredda e fortunatamente gli altri colleghi sono riusciti ad aprire un varco tra la vegetazione. Il tutto è durato qualche minuto, ma è stata davvero un’esperienza dura. Lì aggrappati, dopo esserci fatti tutto il fiume a nuoto… “.
Il tutto è stato ripreso dalle videocamere di sorveglianza e il video, pubblicato nel sito della Questura, ha raggiunto 1,8 milioni di visualizzazioni. Pellegrin è diventato un eroe ed è stato anche premiato, con una cerimonia ufficiale durante il concerto in piazza del coro Serafin, dalla “sua” Cavarzere (nella foto), in segno di riconoscenza per quanto fatto.
Quando gli chiediamo cosa ha pensato in quegli interminabili minuti, risponde così: “Dapprima l’unico pensiero era di salvare la ragazza. Solo dopo ci siamo resi conto che eravamo al centro del fiume con la corrente… non vedevamo l’uscita. Non nego che per un attimo ci siamo persi un po’ d’animo, lì nell’acqua fredda, ma non abbiamo mai mollato la ragazza… È stata un’esperienza molto forte, ogni volta che la racconto dà sempre grande emozione, forse l’esperienza più forte della mia carriera”.
Un’emozione che può certamente condividere con un altro “eroe” cavarzerano, il carabiniere che, nel mese di agosto, ha soccorso un’altra ragazza che si è gettata nell’Adige: anche lei, come la padovana, per una delusione d’amore. Il militare cavarzerano è finito perfino in ospedale per lo stress muscolare riportato dopo aver tenuto la giovane per le braccia per 40 interminabili minuti. Anche lui non ha voluto mollare e anche lui sarà premiato dal suo comune.

Giorgia Gay

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