Limena, odori molesti: il comune chiede ancora l’intervento della Regione

limenaUn odore nauseante proveniente dagli impianti di biogas avvolge la città di Limena. Dopo le lamentele della cittadinanza, l’amministrazione si è adoperata per fare fronte al problema.

“Ci preme sottolineare – spiega il Sindaco Giuseppe Costa – che gli impianti di biogas presenti sul territorio di Limena sono stati autorizzati e costruiti prima dell’insediamento dell’Amministrazione Costa e che nessuna opposizione era stata fatta dalla precedente Amministrazione. Noi, invece, ci eravamo fermamente opposti (pur non avendone titolo), con una mozione presentata in Consiglio comunale, alla richiesta di costruzione da parte di uno dei due gestori già presenti di un nuovo impianto nel nostro territorio presentata all’Amministrazione nel marzo 2013”.

Già nel 2013 l’Amministrazione comunale aveva convocato una conferenza dei servizi nel corso della quale si è chiesto agli uffici competenti della Regione un aggiornamento delle linee guida per la conduzione degli impianti a biogas, all’interno della quale venisse identificata la figura professionale di un tecnico, con idonea formazione, atto a condurre un impianto a biogas. A tutt’oggi non si è ricevuta risposta.

Il 4 agosto 2015 il Sindaco, accompagnato dall’Assessore Maurizio Martinello e dall’avvocato Flavia De Rossi in rappresentanza dei cittadini, ha consegnato a Venezia all’Assessore regionale Bottacin le 1.376 firme raccolte tra i cittadini limensi, per cercare di trovare insieme una soluzione a questo annoso problema. Anche qui non si sono ottenute risposte.

“Considerato che ogni nostro tentativo è risultato inutile – continua Costa – abbiamo convocato nel settembre del 2015 in Municipio una conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato la Regione Veneto, l’ULSS 16, l’ARPAV, la Provincia e i rappresentanti delle minoranze, per studiare altre soluzioni. Da quell’incontro è nato il progetto ‘sentinelle del territorio’ proposto da ARPAV. In pratica, grazie a cittadini volontari appositamente formati, si dovevano raccogliere dati per identificare la tipologia degli odori e agire conseguentemente. Anche questa iniziativa, per la quale inizialmente avevano dato la loro disponibilità una quindicina di cittadini, non ha prodotto i risultati sperati. Ad oggi, infatti, le cosiddette “sentinelle”‘ si sono ridotte a soli due volontari, che sistematicamente segnalano con apposite schede gli odori che si presentano. Sono pochi, anche se il loro apporto è importante”.

“Nel prossimo Consiglio comunale – conclude Costa – presenteremo una mozione, possibilmente condivisa anche dalle minoranze, per sollecitare la Regione ad aggiornare le normative attualmente vigenti in materia ferme dal 2006, così come hanno già fatto altre Regioni come la Lombardia e l’Emilia Romagna. Questa normativa è ad oggi l’unico ed inefficace strumento di controllo al quale il Comune si può riferire. Verrà inoltre richiesta alle aziende di biogas una certificazione circa la corretta e continua manutenzione degli impianti”.

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