Mira, il comune premia chi si prende cura della città

sindaco-di-mira-alvise-manieroIl patrimonio pubblico preservato, cercando di delegarne la gestione ai cittadini o a chi ha a cuore il bene comune. Si tratta di una azione che chi la compirà d’ora in poi dal Comune di Mira la vedrà riconosciuta con una targa di benemerenza o una etichetta ad hoc.

Sarà insomma una sorta di baratto fondato sulla riconoscenza a chi decide di prendersi cura di una parte del territorio o di una struttura che fornisce un pubblico servizio. La cura di un’aiuola in cambio di una targhetta con il proprio nome, l’acquisto di attrezzatura per una palestra in cambio dell’esposizione di uno striscione, oppure il contributo economico per una rassegna culturale in cambio del logo sul materiale promozionale. Sono solamente tre esempi, ma i campi d’azione e la possibilità di collaborazione sono moltissime.

Il Comune di Mira ha approvato il regolamento per le sponsorizzazioni: l’obiettivo è ottimizzare i costi per l’ente e al tempo stesso mi- gliorare la qualità di alcuni servizi, affidandoli a soggetti con competenze specifiche e con lo stimolo di ben figurare agli occhi dei cittadini. “Si tratta di un’opportunità importante – sottolinea il sindaco Alvise Maniero – non solo per il Comune di Mira, ma anche per le attività economiche e le associazioni, che sponsorizzando un intervento pubblico, godranno di concreta visibilità sul territorio comunale”.

Il regolamento è consultabile sul sito del Comune. Fino ad ora erano state ideate delle singole iniziative (ad esempio adotta l’aiuola), che però non avevano un comune coordinamento, che ora il regolamento sponsorizzazioni permette dare in modo organico. A questa novità che il sindaco Alvise Maniero annuncia, si affianca l’istituzione del baratto amministrativo approvato dal consiglio comunale nei mesi scorsi. Sono sempre più numerosi infatti i comuni che prevedono la possibilità per i propri cittadini debitori verso l’ente di imposte, tributi, di barattare il mancato pagamento di questi con una propria prestazione, che sia socialmente utile, e vada ad integrare i servizi già svolti dai dipendenti e dai collaboratori comunali.

Alessandro Abbadir

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