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Piove di Sacco, indagine Appe: bar in sofferenza, ma pieni di slot

panoramica piove di saccoSoffrono, ma continuano a erogare servizi, dare accoglienza, garantire posti di lavoro, a disca- pito dei margini di guadagno dei titolari, ormai azzerati. E’ questo, in sintesi, il quadro del settore dei pubblici esercizi nella Saccisica che esce dall’indagine fatta dall’Appe, l’associazione provinciale di categoria. Si tratta del primo studio fatto in maniera così approfondita e precisa, nato con l’obiettivo di fare una fotografia reale e aggiornata della situazione per capire quali possono essere, per l’associazione, gli strumenti più utili, in fatto di informazione, assistenza, convenzioni e credito, da mettere a disposizione dei propri associati.

A Piove di Sacco e nei dieci comuni del circondario presi come campione di indagine, ci sono a oggi 320 locali e in particolare 190 bar, 110 tra ristoranti, trattorie e pizzerie e altri 20 altre attività come pasticcerie, gelaterie e locali serali e da ballo. Il settore da lavoro direttamente a quasi due mila persone, tra titolari, dipendenti e collaboratori a diverso titolo. A fare la parte del leone il settore della ristorazione che occupa 1.210 persone. Il giro d’affari complessivo si aggira intorno ai 43 milioni di euro (19 milioni settore dei bar, 22 milioni ristorazione e 2 milioni gli altri locali), senza contare tutto l’indotto legato alle forniture. Le attività gestite da stranieri sono 52, il 16% del totale. Una quarantina sono in mano ad orientali mentre le rimanenti se le spartiscono africani, mediorientali e cittadini dell’Europa dell’Est.

Capitolo slot machine. Sono presenti nel 20% dei pubblici esercizi presi in considerazione, con una percentuale che sale al 35% se si considerano i soli bar. Lo studio riporta anche dei dati curiosi. Nel Piovese un caffè costa, in media, meno che nel resto della provincia (0,97 euro contro 1,02 euro). Discorso inverso per i tramezzini che vengono fatti pagare 0,11 euro in più rispetto agli 1,35 euro della media. Ultimo dato è quello relativo alle forme di pagamento: solo il 5% dei bar accetta carte di credito.

 

Alessandro Cesarato

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