Due Carrare, in centinaia allo stand per Amatrice

due car amatriceIl sisma che il 24 agosto ha colpito il Centro Italia, ha fatto subito scattare la mobilitazione di enti, associazioni, cittadini a favore della popolazione terremotata. A pochi giorni dal tragico evento, i gruppi consiliari di maggioranza, “Praticamente Due Carrare”, e di opposizione, “Carraresi non per voi” e “Due Carrare per il futuro”, hanno promosso una cena solidale per raccogliere fondi pro terremotati. “Un’amatriciana per Amatrice” è il nome dell’iniziativa, organizzata in collaborazione con la parrocchia di Terradura. Alla serata di solidarietà hanno partecipato 684 persone, che hanno cenato con un piatto di pasta che prende il nome dal paese laziale di Amatrice, funestato dal terremoto. Con l’iniziativa sono stati raccolti 7206 euro, 6840 derivanti dal contributo dei partecipanti alla cena e 366 da donazioni spontanee. A questa cifra è stato aggiunto l’importo dei gettoni di presenza al consiglio comunale cui tutti i consiglieri hanno rinunciato.

“I fondi saranno custoditi nelle casse del comune di Due Carrare fino alla partenza dei lavori di ricostruzione – spiega il sindaco Davide Moro – vogliamo restare al fianco dei sindaci dei paesi colpiti per finanziare i progetti di ricostruzione di ciò che si renderà necessario, a seconda delle loro priorità: così potremo dire che un mattone è stato posato anche con il contributo dei carraresi”. Il gruppo comunale di protezione civile si era attivato per partire e portare soccorso alla popolazione terremotata. “Abbiamo prestato ascolto alla richiesta di raccogliere fondi, invece di generi di prima necessità” commenta l’assessore Gino Favero.

Di fronte all’emergenza, i gruppi consiliari hanno unito le forze, per fare qualcosa di concreto a favore dei cittadini dei comuni sconvolti dal sisma. “Pratica- Mente Due Carrare, Due Carrare per il Futuro e Carraresi Noi per Voi si sono spesi per rendere possibile questa fruttuosa raccolta fondi – sottolinea il vicesindaco Andrea Rosina – anche la parrocchia di Terradura e il comitato organizzatore della sagra ci hanno dato un grande aiuto, permettendo di contenere le spese a soli 350 euro. Ora sta in capo all’amministrazione l’onere e l’onore di garantire e vigilare sull’opera concreta di ricostruzione da finanziare”.

 

Francesco Sturaro

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