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Adria, oggi 240^ anniversario della posa della prima pietra della cattedrale

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Author: Threecharlie 6 April 2011, 14:19 Rovigo: dettaglio dello stemma posto sul timpano della chiesa di Sant’Agostino sita in Via Giacomo Sichirollo. https://commons.m.wikimedia.org/w/index.php?title=File:Sant%27Agostino,_coat_of_arrms_detail_(Rovigo).jpg&oldid=446647936

Sono passati 240 anni dalla posa della prima pietra della cattedrale di Adria. Oggi con una cerimonia ufficiale si è celebrato quell’importante momento.

Proponiamo un estratto di un testo di Aldo Rondina, storico adrianese che da sempre si interessa di storia locale. “La prima pietra fu posta nel lontano 27 Ottobre 1776 e benedetta dal Vescovo Arnaldo Speroni degli Alvarotti (1766-1800). Papa Clemente XIII lo fece Vescovo di Adria. Vegliò con grande impegno sul progetto della Cattedrale e, dirimendo o superando tante difficoltà, ebbe la consolazione di benedirne con grande solennità la prima pietra nell’anno 1776.

La cronaca di questo importante evento di cui si riporta una sintesi, è stata trasmessa da un testimone oculare di grande attendibilità: Francesco Girolamo Bocchi che all’epoca svolgeva l’attività di pubblico Notaio in Adria e di Cancelliere del Capitolo. “Il giorno 27 Ottobre 1776, domenica, il Vescovo Speroni, alle 16, iniziò la cerimonia nella vecchia Cattedrale, assistito dal Capitolo e da tutto il clero della città, dai fabbricieri (Pietro Giulianati, Attilio Lunati Macchiavelli, Giobatta Bocchi, Pietro Maria Renovati, Alessandro Moscheni, Antonio Cesellato; era assente Francesco Bulgarello) e dalle maggiori personalità di Adria (tra cui: Antonio Grotto, Santo Mattioli e Francesco Girolamo Bocchi consoli del “sestiere” di Castello, con il primo console Alessandro Moscheni; Raimondo e Domenico Lunati, Domenico Giulianati e Giuseppe Amà consoli del “sestiere” della Tomba; Giacomo Foramiglio “zonta” del Castello ed Agostino Mezzanato “zonta” della Tomba). Dopo che il Vescovo ebbe raccomandato alla carità cittadina le elemosine necessarie alla rifabbrica, uscirono dalla sacrestia due canonici, Giobatta Crepaldi ed Antonio Moscheni, accompagnati da due chierici che portavano un bacile d’argento per raccogliere le offerte. Mons. Crepaldi iniziò dal Vescovo che depose nel bacile dodici zecchini d’oro, e poi passò ai canonici ed al clero tutto. Mons. Moscheni invece ricevette l’elemosina dai rappresentanti della Città. Quindi passarono ambedue ai nobili ed a tutto il popolo presente. Frattanto il Vescovo vestito con i paramenti sacri, con mitra e pastorale, preceduto dalla Scuola del Santissimo Sacramento, dal Capitolo e dal clero e seguito dai fabbricieri e dal popolo, si recò sul luogo dove già erano state scavate le prime fondamenta e, sull’altare eretto provvisoriamente benedì il sale e l’acqua, quindi benedì la prima pietra. Poi, accompagnato da Gaspare Brunello, il capomastro, che teneva la prima pietra, e da Antonio Scapin, uno dei capo muratori, che teneva la seconda pietra, discese nelle fondamenta e, di fronte alla porta maggiore del vescovato, al suono delle campane, violini e corni da caccia, posò la prima pietra. In mezzo ad essa collocò la medaglia di metallo fatta coniare in occasione della nuova fabbrica, e poi fece combaciare sopra la seconda pietra. Dopo tutto ciò, benedisse le fondamenta con l’acqua, in tre tempi, e celebrò la Messa solenne. Alla fine, fu accompagnato dal Capitolo nella vecchia chiesa (Cattedrale), spogliato delle vesti vescovili e condotto alla sua stanza”

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