Chioggia, nasce il comitato contro il deposito GPL

FotoDepositoAncora esposti in Procura contro il deposito gpl di Val Da Rio, attualmente in fase di costruzione. Il neocostituito comitato “No gpl Chioggia” ha presentato, lo scorso 3 ottobre, un documento per contrastare la struttura in costruzione. Il comitato mette in discussione l’iter autorizzativo, nutrendo “parecchi dubbi di regolarità”. Questa azione segue mosse similari intraprese da esponenti politici e rappresenta, forse, in maniera più importante, la massa critica della popolazione.

Almeno quella più attiva che, stando a quanto comunicato dal movimento, avrebbe già raccolto 7 mila sottoscrizioni, a sostegno di una petizione popolare. “Il nostro comitato — spiega il presidente Roberto Rossi — è nato per contrastare la realizzazione di un deposito da 9000 metri cubi di gpl a trecento metri dal centro storico e dal quartiere densamente popolato di Borgo San Giovanni”. Rossi sottolinea che, relativamente vicino alla struttura, insistono “due istituti scolastici, la stazione ferroviaria e attività economiche di varia natura”. Il presidente punta quindi il dito contro l’iter autorizzativo, che si sarebbe svolto “senza coinvolgere in alcun modo la popolazione”.

“Il nostro comitato — spiega ancora Rossi — ha lanciato una petizione popolare con una raccolta firme che attualmente è arrivata a 7 mila sottoscrizioni. Moltissimi esercizi commerciali, associazioni di categoria, di volontariato, partiti politici e soprattutto l’amministrazione comunale in carica, hanno espresso l’adesione e il loro sostegno al comitato, non ultimo il Consiglio Comunale di Chioggia, nella seduta del 30 settembre, ha votato all’unanimità un ordine del giorno che sancisce la contrarietà della città a questo intervento”. A detta di Rossi, secondo cui “tutte le imprese che operano all’interno dell’area portuale sono nettamente contrarie alla costruzione di questo impianto”, sarebbe da tenere conto dell’ingresso delle navi gasiere nell’area marittima e dal transito delle autobotti, “circa 20 al giorno in andata e ritorno che andrebbero a rifornire l’entroterra padano”.

Per approfondire la questione, il movimento ha organizzato anche una serata informativa sulle varie problematiche legate al deposito, “in relazione agli eventuali danni alla salute dei cittadini, alla sicurezza ed alla promiscuità nella navigazione, quando entrano in marittima le navi gasiere da 2.500-4.000 tonnellate”. Rossi annuncia, infine, una grande manifestazione in occasione dell’arrivo dei tre grandi serbatoi che dovranno contenere il gpl.

 

 

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