Piove di Sacco, Recaldin: “Siamo compatti: vogliamo la salvaguardia”

Andrea RecaldinAd agosto è esploso il caso della chiusura del punto nascite dell’ospedale di Piove di Sacco. Un provvedimento che, se dovesse essere applicato, getterebbe nel caos tutto il territorio della saccisica.
Il motivo? Secondo la Corte dei Conti costerebbe troppo mantenerlo aperto.
A questo, si aggiunge un provvedimento nazionale, che prevede la chiusura di dieci punti nascita che in Veneto non raggiungono i 500 parti l’anno. Immediata la reazione dei sindaci della Saccisica, che hanno chiesto un confronto in Regione. Qualche certezza dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, tant’è che il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a suo tempo aveva rimandato la discussione all’autunno, in modo di fare luce sul caso. A Piove di Sacco, nel frattempo, ci si prepara a ogni eventualità, ma c’è ottimismo.
“Sicuramente si è trattato di un errore nelle informazioni che si sono trasferite in documenti ufficiali – commenta Andrea Recaldin, esponente dell’opposizione in consiglio comunale -. Sicuramente ci sarà un ulteriore controllo, date le ricadute che queste notizie possono determinare”.
Le novità relative al punto nascite di Piove dovrebbero arrivare a breve, ossia a seguito della riforma regionale attualmente in discussione e a breve anche in approvazione. Nel frattempo, l’amministrazione dell’Ulss 16 e gli operatori dell’U.O di Ostetricia hanno continuato a lavorare come e più di prima: negli ultimi mesi, infatti, sono aumentate le nascite rispetto allo stesso periodo del 2015.
“Il futuro è incerto – continua Recaldin – ma noi della Lega Nord ci stiamo mobilitando nell’interesse dei cittadini. Io credo che in questo senso vadano superati pericolosi campanilismi e se il Governo centrale deciderà, come spero, che il punto nascita rimanga aperto, faremo in modo che venga ulteriormente potenziato sia dal punto di vista della dotazione di risorse umane che tecnologiche”.
E se invece dovesse chiudere? “Mi auguro che il Governo valuti con attenzione le ricadute sul territorio del Decreto Lorenzin: i danni conseguenti, per noi, sarebbero devastanti”. Uniti e compatti dunque anche in Comune. “Maggioranza e minoranza siamo tutti compatti nel chiedere la salvaguardia del nostro ospedale, un bene prezioso per tutta la comunità della saccisica. Su questo nessun divisone. Certo poi che se qualcuno propone qualche fuga in avanti con proposte assolutamente irrealizzabili, può star certo che non lo seguiremo”.

Marta Tudisco

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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