Gli ospedali di Dolo, Mirano e Noale si illuminano di viola per le nascite premature

Avegno: neonato. Nella foto, i piedini di un  piccolo bambino di quattro mesi (neonato) con la mano della mamma. ©Ti-Press/Samuel Golay

Le mura degli ospedali di Dolo, Mirano e Noale si tingeranno di viola giovedì 17 novembre in occasione della giornata mondiale della prematurità. Le luci viola illumineranno – grazie all’impegno dell’Associazione di genitori di bambini prematuri “Il Pulcino” di Padova – anche lo squero di Dolo e alcune parti della piazza di Mirano, i due comuni dell’Ulss 13 in cui esistono servizi di patologia neonatale.

In Italia, dei 560 parti che ci sono ogni giorno, il 7-8 % avviene prima del termine naturale della gravidanza e l’1% prima della 32ma settimana (settimo mese) di gestazione. E questo fenomeno è in aumento. La cause di queste nascite premature sono legate a problemi del feto, della placenta, a malattie della mamma e ad altri problemi che intervengono nel corso della gravidanza.

“Nella nostra Ulss – spiega il direttore generale Giuseppe Dal Ben – abbiamo registrato 117 nascite premature su 1700 parti nel 2015. Il prematuro è un bambino che, essendo nato prima del termine, non ha sviluppato tutte le sue capacità funzionali respiratorie, cardiache, intestinali, endocrine e cerebrali. E quindi ha un estremo bisogno di supporto nei primi giorni e settimane di vita. Per questo il nostro impegno nella dotazione di strumenti all’avanguardia e di potenziamento delle due patologie neonatali di Dolo e Mirano è massimo. Ai nostri sforzi si aggiungono anche quelli di tante associazioni presenti sul territorio, che non fanno mai mancare il proprio sostegno grazie a donazioni di apparecchiature”.

“Siamo ormai attrezzati – conferma il primario della UOC di Pediatria della Ulss 13 Luca Vecchiato – per assistere bimbi prematuri nati dopo la 32esima settimana o sopra il chilo e mezzo di peso. Tra culle termiche, ventilatori di ultima generazione capaci di trattare le insufficienze respiratorie dei nuovi nati anche nelle fasi più acute, monitor e lampade per la fototerapia per i casi di ittero abbiamo potuto ridurre i trasferimenti a Padova dell’80%. Ciò significa che la grande maggioranza dei bambini che nasce prematura può essere trattenuta e assistita qui, limitando ai casi più gravi l’invio in altre aziende sanitarie. Giornate come quella di giovedì – conclude Vecchiato- servono proprio per ricordare ai nostri cittadini, alle famiglie, ai genitori, il nostro impegno per rendere sempre più sicura e qualificata la nostra sanità”.

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