Montagnana, addio con polemiche alla Colonia di Tai

montagnana colonia taiAddio alla colonia di Tai di Cadore. La casa-vacanza che il Comune di Montagnana possiede nella frazione di Pieve di Cadore verrà quasi sicuramente demolita. Se ne va dunque un pezzo di storia cittadina: qui intere generazioni montagnanesi hanno lasciato ricordi, aneddoti ed emozioni.

“In maniera informale abbiamo incontrato il vicesindaco di Pieve di Cadore e un consulente comunale – conferma il sindaco Loredana Borghesan – Nell’ambito dei finanziamenti per i mondiali di sci alpino che si terranno a Cortina nel 2021, l’Anas ha pensato ad una nuova viabilità per quella zona. In particolare sarà realizzato un tunnel per togliere il traffico dal centro abitato di Tai e l’uscita di questa nuova infrastruttura dà proprio sulla nostra colonia, che dunque sarà demolita. Non c’è alcun accordo con il Comune di Pieve e non abbiamo ancora alcun atto ufficiale. Non sappiamo se otterremo un indennizzo o se il Comune ci concederà altra cubatura all’interno del territorio comunale. Sappiamo però che quella struttura era inagibile, che ci costava 5 mila euro di imposte all’anno e che per rimetterla in sesto sarebbero serviti almeno 2 milioni di euro, con l’aggravante che ora con quel tunnel a pochi metri la situazione non è nemmeno più appetibile”.

Negli anni numerose idee sono state messe sul tavolo per recuperare quell’immobile: nel 2011 il Comune di Pieve voleva realizzarci una nuova casa di riposo, destinando a Montagnana alcuni posti di diritto. Nei mesi scorsi, invece, un imprenditore atestino aveva avanzato la volontà di acquisire l’intera cubatura. Intenzione che resta, in realtà, ma ovviamente con un prezzo decisamente ridimensionato. Il nulla di fatto e la recente evoluzione ha creato malumori nella minoranza consigliare di Montagnana, che attacca così la Borghesan: “Denunciamo innanzitutto l’incapacità del sindaco di trovare una soluzione: in sei anni si è fatta sfuggire delle ottime occasioni, se non altro per monetizzare quella proprietà. Dispiace inoltre che la notizia della demolizione e di ipotetici accordi tra Comuni arrivi da un articolo di giornale, il quotidiano locale di Belluno. Perché la Borghesan non ha informato il consiglio comunale e la cittadinanza, che tanto ha a cuore quella struttura?”. (n.c.)

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