Semplicemente don Loris: umiltà e continuo dialogo

loris capovillaDi Loris Capovilla, storico segretario di Papa Giovanni XXIII, si è già ricordato molto la scorsa primavera, nei giorni successivi alla sua morte, il 26 maggio, a Bergamo, all’età di 100 anni. A fianco del “Papa Buono” negli anni chiave del Concilio e in seguito vescovo, fino alla nomina cardinalizia voluta da Papa Francesco nell’anno in cui Roncalli è stato proclamato santo, don Loris, come ha sempre voluto essere chiamato, ha attraversato il Novecento da testimone d’eccezione e ha sempre cercato, attraverso la memoria del pontefice che ha servito, la strada del dialogo, del confronto aperto a tutti.

A questo suo slancio infaticabile, a questo suo impegno quotidiano portato avanti fino a pochi giorni prima della morte, anche nel letto d’ospedale, l’amico Marco Boatto, sociologo e scrittore, dedica il libro “Loris Capovilla, umiltà e dialogo”, edizioni il Messaggero di Sant’Antonio. La pubblicazione raccoglie e commenta alcuni testi scelti che meglio raccontano chi era don Loris. E’ l’omaggio dovuto ad un uomo che dalle parole e dagli scritti di Giovanni XXIII ha ricavato profonde lezioni tuttora attuali. Nato a Pontelongo nel 1915, solide radici nel padovano, in particolare ad Arre dove fino all’ultimo ha mantenuto i contatti con i cugini e gli amati nipoti, negli anni Ottanta mons. Capovilla, aveva trascorso proprio in paese alcuni mesi e vi faceva ritorno sempre volentieri.

La svolta della sua vita risale alla primavera del 1953, quando l’allora Patriarca di Venezia Angelo Roncalli, fresco di nomina, lo volle accanto a sé come segretario. Don Loris restò al fianco del cardinale e pontefice fino all’ultimo istante e dedicò il resto della sua vita alla testimonianza del messaggio del “Papa Buono”. Ha trascorso gli ultimi trent’anni a Sotto il Monte, nei luoghi del “suo” Papa, curando pubblicazioni e stringendo solidi rapporti con centinaia di persone.

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