Ben 42 frane lungo il Bacchiglione nel padovano

bacchiglione_breccia_dx_roncajette_43361Per la prima volta dall’alluvione, un anno si concluderà senza nemmeno un intervento sugli argini sannicolesi da parte del Genio Civile. Il tema della sicurezza idrogeologica resta però in cima alla lista delle priorità. E se da una parte c’è soddisfazione per la realizzazione del bacino di laminazione di Caldogno, che aiuterà a contenere le piogge violente a monte di Vicenza (con ricadute positive per tutta l’asta del Bacchiglione), nel Padovano si chiede a gran voce un’ulteriore opera, l’unica che potrebbe far dormire sonni tranquilli anche a chi, oltre la acque del Bacchiglione, subisce pure quelle dell’Astico: il completamento della famosa Idrovia. Ad inizio gennaio il consiglio comunale di Ponte San Nicolò voterà l’ennesima mozione per chiedere che si velocizzino i tempi per la progettazione di quest’opera mastodontica ma vitale. Il motivo è semplice: “Solo se il progetto sarà pronto – spiega il sindaco di Ponte San Nicolò Enrico Rinuncini – sarà possibile partecipare ai bandi per accedere agli ingenti finanziamenti europei. La Regione faccia il suo dovere”. Anche sugli argini sannicolesi: “Abbiamo segnalato 42 frane lungo il nostro fiume, ma fino ad oggi il Genio ne ha sistemate una decina. È urgente che la Regione finanzi la messa in sicurezza”. Accanto ad interventi strutturali, però, resta necessaria la manutenzione ordinaria, come lo sfoltimento della vegetazione, e le piccole opere idrauliche nelle reti interne: nel 2017 saranno sistemati due fossi a San Leopoldo e a Rio con un investimento di 90 mila euro.

Di Andrea Canton

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