Cavarzere, lavoro nero tra connazionali bengalesi

baracche-cavarzere Siamo nel XXI secolo e si parla ancora di schiavitù e sfruttamento questa volta a Punta Pettorina a  Cavarzere. I carabinieri hanno scoperto un altro business clandestino gestito da una coppia di bengalesi che sfruttavano un gruppo di 8 connazionali immigrati per lavorare sui campi e ricavare prodotti da portare al mercato del veneziano e dell’Emilia Romagna.
Ai lavoratori in nero spettavano solo 150 euro al mese per dieci/undici ore al giorno ogni giorno nelle piantagioni. Grazie al nucleo elicotteri di Treviso i carabinieri di Venezia hanno potuto scovare le pseudo baracche in laminato dove su brande e cartoni a terra si coricavano gli immigrati bengalesi.  L’operazione ha avuto il suo esito venerdì 2 dicembre, quando alle 10 le forze dell’ordine hanno fermato il traffico agricolo di questa nuova schiavitù moderna. La coppia a capo del giro illegale è stata fermata poche ore dopo, dopo aver tentato di fuggire e sono stati denunciati per sfruttamento del lavoro in nero, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e utilizzo dei lavoratori clandestini. Il proprietario portovirese del terreno ha detto di non essere stato a conoscenza del gestione agricola illegale.
Nei giorni scorsi è stato scoperto un altro blitz come questo, stavolta nella campagna di Sant’Anna a Chioggia.

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