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Cavarzere, Paolo Fontolan: “La cultura da noi non è una Cenerentola”

paolo-fontolanInsegnante di scuola superiore, 46 anni, Paolo Fontolan è una delle “vecchie” conoscenze dell’amministrazione Tommasi, riconfermato lo scorso giugno nella squadra.
Per lui, dunque, secondo mandato come assessore in settori chiave quali Cultura, Istruzione, Sport oltre al ruolo di vicesindaco. ‘La cultura non sarà una Cenerentola a Cavarzere’ mette subito in chiaro.

Assessore, in questo suo secondo mandato la cultura avrà sempre un ruolo chiave?
“Certo. È partita a fine novembre la stagione di prosa del Teatro Tullio Serafin, in collaborazione con Arteven e con il contributo Adriatic Lng, che anche quest’anno ha fatto registrare un buon successo in termini di abbonamenti. Abbiamo voluto proporre un cartellone all’insegna della qualità e della varietà: qualità perché siamo convinti che il pubblico cavarzerano, e non solo, meriti spettacoli di alto livello; varietà, per cercare di andare incontro a un pubblico il più vasto possibile. Ci sono grandi nomi come Silvio Orlando, che ha aperto la stagione, Mago Forest che la chiuderà, come anche Carlo e Giorgio… Ci sarà pure l’operetta, e abbiamo coinvolto le compagnie giovani emergenti. Il tutto si chiude il 19 marzo”.

C’è ancora voglia di cultura? Di frequentare il teatro?
“Direi proprio di sì, vista la risposta del pubblico. Per avere un buon riscontro e spingere la gente a uscire di casa bisogna però saper proporre qualcosa di valido”.

Altri progetti sul fronte culturale?
“Dopo la stagione di prosa ci saranno tre appuntamenti con il teatro amatoriale”.

Come si fa a proporre iniziative di livello con le risorse scarse di cui dispongono i Comuni?
“La situazione degli enti locali è nota. Come amministrazione – e di questo sono grato al sindaco e agli altri assessori – abbiamo preso l’impegno di non far fare alla cultura la fine della Cenerentola di turno. Non è un lusso, bensì qualcosa che fa parte della crescita di una comunità. E poi abbiamo un patrimonio di gruppi, associazioni e realtà che si danno da fare con successo e che meritano di essere valorizzate. Penso al Coro Tullio Serafin, al Circolo Serafin di Rottanova, alla Serafin Youth Simphony Orchestra che raccoglie tanti diplomati e diplomandi del Conservatorio e che sta avendo un meritato successo. La parte musicale è curata grazie al fondamentale contributo del maestro Renzo Banzato. Ma tengo molto anche alle iniziative che abbiamo organizzato per ricordare alcuni avvenimenti importanti della storia di Cavarzere: vado molto fiero di aver fatto la ristampa de ‘Il martirio di Cavarzere (Diario di guerra) di mons. Giuseppe Scarpa’. Come dicevo, l’idea di fondo è di promuovere una varietà culturale per tutte le iniziative in essere”.

 

Di Giorgia Gay

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