Porto Viro, Tessarin: “Giacon? L’ho mandato a casa io”

tessarin“Fra noi amministratori si era creato un clima pesante tra incomprensioni e mancanza di stima e di fiducia”. Esordisce così Marialaura Tessarin, ex assessore alla Cultura del Comune di Porto Viro nella giunta del sindaco Thomas Giacon, mandato a casa dopo una serie di problematiche, alla cui caduta hanno contribuito le dimissioni proprio della Tessarin e del consigliere comunale Luca Boscarato.

“La mancanza di collaborazione all’interno della nostra squadra non faceva il bene della città. Ho fatto una riflessione sui due anni e tre mesi del mio mandato di assessore e devo riconoscere che per i cittadini non è stato fatto nulla, a partire dal disinteresse per l’inserimento delle persone disabili in società, primo fra tutti il caso della Cooperativa Don Sandro Dordi. Per non parlare poi delle spese per i troppi contenziosi legali, e della faccenda della privacy delle persone bisognose che dopo aver ottenuto un contributo, hanno visto pubblicati apertamente i loro nomi”.

“Le mie proposte erano sempre vittima di boicottaggio e tra i miei rammarichi ci sono i progetti che non sono riuscita a portare a termine a causa dei tagli di metà capitolo di spesa fatti a mia insaputa – prosegue l’ex assessore – come ad esempio l’aver quasi portato il cantautore Roberto Vecchioni a Porto Viro, nonostante la battaglia in giunta che mi osteggiava pensando a un disinteresse della cittadinanza per un personaggio di quella caratura in questo periodo, o l’avvio di un progetto di teatro d’avanguardia, in modo da abbinare alla rassegna un laboratorio teatrale per i giovani. Ero continuamente ostacolata sulla realizzazione degli eventi: uno dei miei progetti più complessi era l’organizzazione di una conferenza sul tema dell’assistenza sessuale alle persone disabili.

E incalza: “Il sindaco, che definirei più di Forza Nuova che del Pd, ha sbeffeggiato apertamente il suo partito e non meritava più di occupare quella poltrona: sottolineo che non è stato Zanellato a mandare a casa Giacon, ma la decisione di staccare la spina è mia e di Boscarato, dopo una riflessione libera e naturalmente appoggiata da Julik, la cui poca stima per il sindaco di Porto Viro era nota. Dà fastidio che si usi il caso portovirese per cercare di destituire il segretario, quando il vero problema sono le faide interne al partito a livello provinciale. La spaccatura nei democratici c’è: speriamo che con il congresso di febbraio riusciremo a ricompattarci”.

 

 

Di Fabio Pregnolato

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