Montagnanese candidato area di crisi non complessa

montagnareseIl Montagnanese è stato ufficialmente candidato a diventare aree di crisi non complessa. Qualora l’iter andasse in porto, in quest’area e nel Monselicense – altra zona inserita tra le candidate – le imprese potranno investire con importati agevolazioni dallo Stato, rimediando così ad una recessione economica che continua ormai da anni. La richiesta è stata avanzata dalla Regione Veneto e attende ora l’assenso del Ministero dello Sviluppo Economico. Per Montagnanese e Monselicense si intendono quei sistemi locali di lavoro che comprendono tutta la Sculdascia e altre 23 municipalità dall’Estense al Conselvano. Le due aree otterranno la “certificazione” che queste zone sono tra le più economicamente disagiate del Veneto. E che possono essere trattate con un regime privilegiato.

“Ci stavamo lavorando da tempo – commenta soddisfatta la deputata democratica Giulia Narduolo – Non era scontato che i sistemi di Montagnana e Monselice la spuntassero su altre realtà. Il rischio, ad esempio, era che venisse privilegiato quello di Badia Polesine. Essere area di crisi non complessa non frutta un finanziamento annuo o un pacchetto di risorse predefinito, ma permette alle aziende che vogliono insediarsi, o differenziare la propria attività, di ottenere agevolazioni”.
Si parla di investimenti che possono essere coperti da fondi ministeriali anche fino al 75% del totale.

“Il Ministero prevede tuttavia coperture economiche solo per particolari settori – specifica la Narduolo – E’ esclusa ad esempio la siderurgia. Il mio parere? Spero si investa molto nel settore turistico, nella manifattura innovativa e nell’agroalimentare. E confido che non si punti su altro, vedi il business dei rifiuti. Non vogliamo aziende che vengono a rapinare gli incentivi dedicati alla Bassa e che poi tra qualche anno spariscono”.

“Questa è un’opportunità concreta per lo sviluppo della Bassa, area messa a dura prova da otto anni di crisi” commenta Marta Zillo, presidente della delega- Montagnanese e Monselicense si intendono quei sistemi locali di lavoro che comprendono tutta la Sculdascia e altre 23 municipalità dall’Estense al Conselvano. Le due aree otterranno la “certificazione” che queste zone sono tra le più economicamente disagiate del Veneto. E che possono essere trattate con un regime privilegiato.

“Ci stavamo lavorando da tempo – commenta soddisfatta la deputata democratica Giulia Narduolo – Non era scontato che i sistemi di Montagnana e Monselice la spuntassero su altre realtà. Il rischio, ad esempio, era che venisse privilegiato quello di Badia Polesine. Essere area di crisi non complessa non frutta un finanziamento annuo o un pacchetto di risorse predefinito, ma permette alle aziende che vogliono insediarsi, o differenziare la propria attività, di ottenere agevolazioni”. Si parla di investimenti che possono essere coperti da fondi ministeriali anche fino al 75% del totale.

“Il Ministero prevede tuttavia coperture economiche solo per particolari settori -specifica la Narduolo – E’ esclusa ad esempio zione atestina di Confindustria “La decisione della Regione accoglie le aspettative delle nostre imprese. Gli imprenditori sono davvero pronti a fare la loro parte. Serve tuttavia una mobilitazione con le istituzioni per portare qui servizi efficienti, infrastrutture, semplificazione amministrativa”.

 

Di Nicola Cesaro

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