Home Veneto Il blog del direttore Il NO vince, il SI’ perde. Forse…

Il NO vince, il SI’ perde. Forse…

urneUrne chiuse. 19 milioni e mezzo di italiani hannodetto no, 13 milioni e mezzo hanno detto sì. Da qui si parte per analizzare un voto che sembra chiaro ma non lo è. “Abbiamo vinto” dicono tutti i protagonisti della campagna per il no. Zaia in primis, che non perde tempo e rilancia con forza il proprio referendum per l’autonomia del Veneto che, rispetto a tutte le altre regioni italiane, si è distinta per affluenza alle urne e per i no che hanno bocciato la Riforma.

Ma insieme a lui anche il centrodestra e soprattutto Forza Italia sventolano la bandiera dei vincitori e in molti riconoscono fondamentale l’apporto di un redivivo Berlusconi che ha già annunciato la sua discesa in campo per le prossime elezioni. E perché no! Se riuscisse a ricucire con parte dei compagni vincitori, Fratelli d’Italia e Salvini, potrebbe anche tornare a governare il nostro Paese. Va detto però che, all’indomani del voto, il M5S per primo si è detto pronto a prendere in mano le redini dell’Italia, intestandosi per buona parte l’esito del referendum. E pare che Grillo stia pensando a larghe intese destrorse pur di vincere le prossime elezioni. Tra i vincitori non dimentichiamo che ci sono però anche l’Anpi, la Cgil e D’Alema che ritengono di aver fatto la loro parte per difendere la Costituzione e che faranno pesare la loro vittoria nelle sedi opportune.
Il problema vero è sotto gli occhi di tutti: se il gruppo dei vincitori ha raccolto 19 milioni e mezzo di no, quanto pesa
politicamente ognuno di essi davvero? E quanto, invece, pesa il profondo disagio sociale espresso da questi no? Il
no dei giovani che non trovano lavoro e non vedono futuro, il no di chi non riesce a sbarcare il lunario ed è furibondo con la politica tutta? Se andassimo a elezioni domani, tutti questi no si trasformerebbero in consenso elettorale per una forza di governo maggioritaria? No. Perciò la grancassa ha già cominciato a suonare caldeggiando una nuova legge elettorale di tipo proporzionale: così si vince tutti e si governa tutti… Come al tempo di Craxi. Tra tutti i vincitori, però, c’è anche Renzi. Ha perso ma il sì, il suo sì, ha raccolto 13 milioni e mezzo di consensi. Tutti per lui e le sue riforme? Forse no, ma in buona parte sì. E questo è certo. Ora due cose sono prioritarie: varare la legge di bilancio e approvare una legge elettorale per poi andare al voto. Ma chissà se sta bene a tutti sbrigarsi. A chi siede in parlamento, tutti, non conviene forse tirarla per le lunghe e votare nel 2018? Conviene, certo che conviene. Cosa è cambiato dunque rispetto al 3 dicembre? Che fare? Non ci resta che festeggiare.
Buon Natale e Buon anno nuovo, dunque, sia al popolo del sì che a quello del no!

 

Germana Urbani – direttore@givemotions.it

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