Porto Viro, Giacon rompe il silenzio: “Io tradito perchè troppo onesto”

thomas giaconAdesso non tace più. Dopo settimane di silenzio l’ex sindaco di Porto Viro Thomas Giacon ieri sera ha detto la sua verità. Innanzitutto parlando di un “tradimento alla nostra città e ai cittadini davvero grave e devastante”. Ha ricordato di “battaglie combattute in solitaria, contro i due traditori che mi hanno sfiduciato, contro chi mi doveva sostenere politicamente a tutti i livelli, provinciale, regionale e nazionale. Non ci sono dubbi che la sfiducia nei miei confronti, ma soprattutto verso i cittadini di Porto Viro che mi hanno democraticamente eletto, è arrivata molto semplicemente perché, a detta di qualcuno, sono stato, ma ne vado orgoglioso e me ne vanto, troppo onesto” ha attaccato.

Tornando ai giorni della “caduta”, ha citato Raffaele Crepaldi, Alessandro Duò, e il segretario provinciale Pd Julik Zanellato: “Cosa ci facevano quel giorno davanti al notaio? Casualità? O complotto? Si manda a casa un sindaco per aver concesso un patrocinio a un evento di beneficenza organizzato dall’associazione Solidarietà Nazionale, solo perché ha ideali politici opposti a quelli del PD? Dov’è la democrazia del partito democratico… “.

Quindi, su Marialaura Tessarin: “Relativamente agli anni da incubo trascorsi a suo dire, l’ho appreso dai giornali a posteriori… non avendomene mai parlato prima”. E sull’ex sindaco Tortorello: “La scelta di revocargli le deleghe è stata una decisione presa all’unanimità non solo con la maggioranza consiliare ma anche con i vertici del partito. È stato cacciato perché ha denunciato con motivazioni infondate l’amministrazione comunale alla Procura della Repubblica. Luca Boscarato e la Tessarin hanno ambito da quel momento ad avere due ruoli più influenti in giunta chiedendomi quindi di avere le deleghe di vicesindaco e assessore.Tutto ciò per mascherare la propria ambizione personale dietro la bandiera del partito….”.

Sulla questione della cooperativa, che Giacon definisce “marchiata PD, perché 3 su 4  dei soci sono tesserati PD che hanno avuto e che hanno ruoli importanti ai vertici del PD locale” ha spiegato che “è nata a mia insaputa con la esplicita pretesa che il sottoscritto la dovesse incaricare di eseguire un qualsiasi tipo di lavoro per l’amministrazione comunale. Mi sono sempre fermamente opposto, perché non trovo giusto e onesto che una ditta debba essere privilegiata rispetto ad altre”.

Alla domanda su cosa intenda fare del suo futuro, Giacon risponde così: “È prematuro parlare di ricandidatura. Non nego la voglia di rimettermi al servizio della città. Sono certo, in virtù di quanto è successo, che per farlo servano dei presupposti e delle condizioni tali da garantire il buon governo della città. Oggi non mi ritengo più connotato dal punto di vista politico, sono libero. Se dovessi iniziare un nuovo progetto, lo farei con una lista civica”.

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