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Terrassa, migranti in Santuario alla chiusura della “porta della misericordia”

terrassa-profughiL’anno giubilare si è chiuso in maniera inedita al Santuario di Terrassa, dove lo scorso febbraio il vescovo Claudio aveva aperto la “porta della Misericordia”. Per la chiusura dell’anno santo la diocesi ha incoraggiato la partecipazione dei migranti di fede cristiana ospitati nei due centri di accoglienza e nelle strutture sparse da Padova in giù.
Un centinaio i presenti, cinquanta, quasi tutti nigeriani, i migranti giunti dai due hub di San Siro e di Conetta, ai quali si sono aggiunti diversi altri gruppi più piccoli, composti da richiedenti asilo dell’Africa Occidentale per lo più, quasi tutti di lingua inglese. “Non sarete mai soli” si è rivolto a loro in perfetto inglese don Francesco, rettore del Santuario con un lungo passato in missione in Africa.

“In qualunque parte del mondo vi troviate ricordate che Gesù sarà sempre con voi”. I migranti hanno anche animato la celebrazione e la preghiera del Rosario con i canti e l’accompagnamento musicale. Al termine hanno partecipato alla processione all’esterno del Santuario per assistere alla chiusura definitiva della “porta della misericordia”.

Don Giovanni Brusegan, delegato vescovile per l’ecumenismo, ha posto l’accento proprio sul valore della condivisione e dell’accoglienza, affinché nessuno si senta escluso dalla comunità: “siamo di colori diversi, veniamo da Paesi diversi e parliamo lingue differenti, eppure stiamo bene insieme e condividiamo la stessa fede”.

Qualche ora prima lo stesso Santuario aveva ospitato un altro momento “forte” per l’intera provincia, la Giornata del Ringraziamento organizzata come da tradizione da Coldiretti al termine dell’annata agraria. Oltre 500 gli agricoltori presenti, quasi un centinaio i trattori schierati a fianco della chiesa per la consueta benedizione al termine della cerimonia. Con l’occasione è stata organizzata la vendita delle “caciotte solidali” a favore degli agricoltori dell’Italia centrale colpiti dal terremoto. La risposta è stata generosa, tanto che le scorte sono state esaurite nel giro di pochi minuti. Durante la messa il rettore del Santuario don Francesco Resini ha sottolineato “i valori della solidarietà e della condivisione che da sempre accompagnano chi lavora nei campi”. Sono andati alle necessità di alcune famiglie bisognose i prodotti delle grandi ceste presentate all’offertorio dalle diverse zone della provincia di Padova.

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