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Adria città pulita, tariffa Tia: “Iva pagata ingiustamente da restituire”

binoni-spazzaturaRimborsi interessanti in arrivo per i cittadini adriesi: come pronunciato dalla Cassazione pochi mesi fa e come stabilito da due sentenze della Corte Costituzionale (n. 238/2009 e n. 3756/2012), l’Iva del 10% versata sulla tassa sui rifiuti (la Tia, Tariffa Integrata Ambientale) è illegittima e dovrà essere restituita a coloro che lo richiederanno. Si tratta di un misfatto che si trascina oramai da molti anni: già nel 1999, con la sostituzione della Tarsu con la Tia, si aggiunse un’ulteriore quota variabile, cui i Comuni vollero applicare l’Iva al 10%, impedendo poi nel 2010 la restituzione di quella quota cambiando il nome alla tassa (diventato quello attuale) e definendola come una prestazione di servizio. Tuttavia ingiustamente, dato che questo prelievo rimane in ogni caso non legittimo. Giani Tiozzo, presidente del comitato civico Adria Città Pulita, da tempo è attivo con un impegno concreto nell’ambito dei rifiuti e ha deciso di farsi promotore di questa battaglia.

“L’applicazione di questa imposta da parte dei Comuni è illegittima – spiega –, perché la tassa sui rifiuti, in quanto tale, non può essere soggetta a Iva. Lo dicono innumerevoli sentenze, tanto che in Emilia Romagna e in Toscana molti comuni hanno già avviato i rimborsi”.

L’obiettivo di Tiozzo è che anche ad Adria parta nel più breve tempo possibile il processo di restituzione dei soldi dell’Iva pagata ingiustamente, possibile per il periodo che va dal 2003 al 2013. Qualora l’imposta sia stata applicata sulle voci di raccolta e smaltimento rifiuti, si può chiedere il rimborso. A questo proposito Tiozzo ha attivato un numero di telefono (331-1268409, attivo dalle ore 10 alle ore 12 nei giorni feriali) cui rivolgersi per iniziare il procedimento e attuato una convenzione con uno studio legale affinchè il richiedente sia facilitato nella raccolta e nel controllo di tutta la documentazione necessaria. Finora molti cittadini che hanno presentato ricorso sono riusciti a ricevere il rimborso, con somme variabili dai 150 ai 350 euro e punte anche di 500 euro.

 

Stefano Chiarelli

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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