lunedì, 6 Febbraio 2023

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Espulso marocchino a Padova, si temevano attentati

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MANETTEIeri, giovedì 5 gennaio, è stato espulso un trentaduenne marocchino, venditore ambulante, regolare sul territorio nazionale e residente a Padova in zona Mortise. La Polizia di Stato di Padova ha eseguito il provvedimento di espulsione dal territorio nazionale a firma del Ministro dell’Interno, Marco Minniti, per motivi di sicurezza dello Stato.

L’espulsione è scaturita dalle indagini della DIGOS dalle quali è emerso che lo straniero, già noto quale membro fondatore del centro culturale islamico “Alhikmah” in via Turazza a Padova, aveva recentemente iniziato un percorso di radicalizzazione abbracciando l’ideologia jihadista.

Le indagini hanno inoltre dimostrato come lo stesso fosse particolarmente impegnato nell’attività di propaganda e proselitismo attraverso la diffusione di video e messaggi in lingua araba utilizzando canali di comunicazione ritenuti sicuri (WHATSAPP, VIBER, SKYPE ecc.). Dall’attività di analisi del materiale informatico, di cui l’uomo è stato trovato in possesso nella sua casa di residenza in zona Mortise, è emersa la volontà di compiere un “dovere” verso il proprio Paese, partecipando ad un non meglio precisato evento. Sono stati inoltre trovati video e fotografie che ritraggono i luoghi di maggiore concentrazione di folle presenti nel centro di Padova, nonché numerosi files audio riproducenti sermoni tenuti da Imam salafiti che commentano pagine del Corano incitando al martirio e giudicando infedeli gli stessi islamici che si confondono ed usano modelli di vita occidentale.

Arrivato in Italia nel 2003, si era regolarmente trasferito a Padova nel 2007 e nel 2010 aveva sposato una cittadina moldava, dalla cui unione è nata una bimba. A seguito della separazione avvenuta nel 2012, il Tribunale dei Minori di Venezia aveva disposto il divieto di espatrio per la minore unitamente al padre, per scongiurare il rischio che potesse portarla in Marocco. Tra le argomentazioni addotte, anche il fatto che l’uomo aveva imposto l’uso del velo alla moglie ed anche alla piccola, dimostrando quindi una propensione all’integralismo molto marcata.

Lo straniero, rintracciato all’alba nella sua casa di Mortise, dopo l’espletamento di tutti gli adempimenti di legge, è stato accompagnato presso lo scalo aereo di Milano Malpensa, da dove, scortato da poliziotti in borghese, è volato verso Casablanca.

 

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