L’economia al tempo di Trump

trumpMentre andiamo in stampa si svolge a Davos il Forum economico mondiale. A quanto sembra una parte dei potenti del mondo sta puntando il dito contro la globalizzazione, tra tutti Trump secondo il quale il protezionismo potrebbe essere uno degli ingredienti vincenti per la sua prossima politica economica. Gli Usa saranno solo uno dei grandi assenti del forum, un altro sarà l’Inghilterra dove dopo la Brexit tutto è cambiato.

Ma chi ci è stato, come il Premier cinese Xi Jinping, ha difeso la globalizzazione contro i numerosi attacchi di coloro che la ritengono il male di tutti i mali. Certo qualcosa che non va ci deve pur essere nell’economia globalizzata se otto uomini al mondo detengono la ricchezza della metà povera del mondo! Questo è il dato scandaloso tra tutti quelli diffusi dal nuovo rapporto di Oxfam, presentato proprio alla vigilia del Forum e che analizza quanto la forbice tra ricchi e poveri si stia estremizzando oltre ogni ragionevole giustificazione. “È osceno che così tanta ricchezza sia nelle mani di una manciata di uomini, che gli squilibri nella distribuzione dei redditi siano tanto pronunciati in un mondo in cui 1 persona su 10 sopravvive con meno di 2 dollari al giorno – ha detto Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia – La disuguaglianza stritola centinaia di milioni di persone, condannandole alla povertà; rende le nostre società insicure e instabili, compromette la democrazia”. Non credo ci siano parole migliori di queste per commentare la notizia. I dati dicono che multinazionali e super ricchi continuano ad alimentare la disuguaglianza, facendo ricorso a pratiche di elusione fiscale, massimizzando i profitti anche a costo di comprimere verso il basso i salari e usando il loro potere per influenzare la politica. Che sia necessario un profondo ripensamento dell’attuale sistema economico che fin qui ha funzionato a beneficio di pochi fortunati e non della stragrande maggioranza della popolazione mondiale, è chiaro a tutti. Come e in che modo questo possa realizzarsi, a dirlo non sarà certo il multimiliardario Trump né i protagonisti dei nuovi populismi, isolazionismi e autoritarismi europei o mondiali.

 

Germana Urbani

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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