Meningite: psicosi o prudenza

foto francesco noceNon è stato il dott. Google il medico più consultato in questo periodo, anche se indagini statistiche indicano una percentuale di richieste di consulenze via Web da parte dell’ 81% degli italiani. Infatti sono stati subissati di telefonate e richieste di consigli soprattutto i Medici di famiglia e i Pediatri del territorio da parte di genitori preoccupati per i propri figli o di persone preoccupate per un eventuale contagio per loro stessi o per i propri familiari per il diffondersi di notizie di casi di meningite nel nostro Paese. Alla preoccupazione per le notizie che si susseguono nei mass-media su nuovi casi e in Regioni diverse, tanto da far temere un espandersi su tutto il territorio nazionale, si sta sostituendo una vera e propria psicosi che rischia di diventare per se stessa una condizione patologica. Oltre a richieste di informazioni la domanda rivolta ,in fondo, è sempre la stessa: “dottore consiglia il vaccino?” oppure la richiesta diretta della prescrizione del vaccino,”ma quale vaccino?” Anzitutto è bene chiarire che allo stato attuale non si può certo parlare di epidemia di meningite, risultando i casi individuati affetti da tale patologia in linea con i casi diagnosticati negli anni precedenti. Anzi nel 2016 il numero totale dei casi è stato di 1376, in calo rispetto ai 1815 del 2015 e ai 1479 del 2014.

Mentre nel resto d’Italia, ad oggi, la situazione rimane costante, in Toscana si registra una percentuale maggiore di casi che hanno indotto ad una particolare attenzione e alla predisposizione di misure di prevenzione della trasmissione con una campagna vaccinale straordinaria. La trasmissione della malattia, i cui segni clinici diagnostici più patognomici sono una forte cefalea con rigidità nucale oltre a febbre elevata e spesso uno stato confusionale, avviene spesso attraverso contatti con portatori sani, la cui precoce individuazione è molto importante per il contenimento della diffusione dei germi. La meningite può esser provocata da batteri come il meningococco di tipo B o di tipo C, quest’ultimo molto aggressivo e causa della maggiore incidenza di mortalità in Toscana, oppure di altri tipi come A,Y,W135, o come lo pneumococco, ma anche dal bacillo della tubercolosi e da altri batteri come lo stafilococco, lo streptococco, o da batteri coliformi, senza dimenticare il virus dell’influenza. L’haemofilus influenzae B fino alla fine degli anni 90 è stata la causa più comune di meningite virale nei bambini fino a 5 anni di età ma grazie all’ introduzione del vaccino esavalente i casi sono calati in modo importante.

E’ bene far notare quella contraddizione che appartiene a coloro che si recano presso i Medici per ottenere la vaccinazione contro la meningite, mentre pochi giorni prima, con le scuse più improbabili, hanno rifiutato la vaccinazione contro i virus dell’influenza, pur avendone diritto gratuitamente per età o per condizione morbosa, e sottolineare loro che anche il virus dell’influenza può provocare la meningite oltre che evitare complicazioni di altro genere. L’80% delle meningiti batteriche invece è causato dal meningococco,di facile trasmissione (si trova nelle alte vie respiratorie spesso di portatori sani ed asintomatici), e dal pneumococco (responsabile di una forma molto aggressiva di polmonite) la cui vaccinazione è offerta gratuitamente nel Veneto a coloro che compiono 65 anni e non ha bisogno di ulteriori dosi di richiamo. Non allarmismi né psicosi dunque, senza però minimizzare la gravità della patologia. Occorre invece valutare la possibilità della vaccinazione come presidio preventivo per le classi di età a rischio e per le persone affette da patologie o che sono in condizioni fisiche tali da presentare seri rischi di contrarre una malattia che può risultare altamente invasiva.

Per quanto riguarda l’ Hamophilus influenzae e il pneumococco esistono i già piani di vaccinazione come sopra ricordato e non coglierne l‘opportunità potrebbe rivelarsi davvero drammatico. L’esperienza denunciata dalla nostra campionessa paralimpica Beatrice Vio deve davvero far riflettere!

Dott. Francesco Noce
Presidente dell’ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Rovigo

 

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