Polizia di Porto Tolle: “Siamo alla canna del gas”

polizia controlloA Porto Tolle non ci sono abbastanza poliziotti. La situazione del commissariato di polizia deltino, forte di appena 24 uomini in divisa e secondo molte voci a rischio chiusura, continua a rimanere estremamente critica. Infatti, come annunciato dal segretario del Sap provinciale di Rovigo Fabio Ballestriero, “le movimentazioni di personale decise per il prossimo anno, oltre ad Adria, non riguarderanno nemmeno Porto Tolle. Cioè, nonostante un calo del 15% dell’organico della polizia negli ultimi cinque anni – non vi è praticamente turnover per sostituire coloro che vanno in pensione o vengono trasferiti – e i tanti compiti ed emergenze che dobbiamo affrontare (tra cui i fenomeni migratori, completamente in mano a noi) non ci sono stati assegnati altri uomini. Come possiamo in queste condizioni compiere la nostra missione e salvaguardare le esigenze della popolazione?”.
Una situazione che secondo Ballestriero rende la situazione della sicurezza polesana “alla canna del gas”. “Ad esempio – continua il segretario – solo grazie allo spirito di abnegazione del personale in forza alla Squadra Nautica, quattro uomini, riusciamo a garantire una volante al giorno. In un territorio comunale che è uno dei più estesi d’Italia, unico per la presenza del Parco Nazionale del Delta e per le innumerevoli attività imprenditoriali ed economiche legate alla pesca”. Il grido di battaglia del Sap è chiaro: così non si può andare avanti. “Con organici ridotti così al lumicino e con un’età media tanto elevata, all’incirca di 46 anni, il livello di sicurezza che le forze dell’ordine possono garantire nella provincia polesana non è più in grado di essere efficiente e all’altezza. È giunto il momento che politica e sindaci, finora piuttosto disinteressati, comincino a interrompere questo silenzio e si sveglino iniziando a farsi sentire nelle sedi opportune, a favore di un territorio deltizio oramai abbandonato a se stesso”.

Di Stefano Chiarelli

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