Voucher: aumento record a Rovigo

SONY DSCIl boom dei voucher non ha lasciato esente neanche il Polesine, anzi: a Rovigo nel 2016 si è registrato un aumento del 20%, pari solo a quello registrato a Venezia. A denunciare l’abuso di questa ‘forma contrattuale’ nel territorio è la Cisl Veneto, secondo cui “non sembrano produrre gli effetti sperati le norme introdotte dal Governo per contrarne l’abuso”.
In Veneto (dati Inps) al 1° dicembre ne erano stati venduti già 17 milioni, ben 2 milioni in più rispetto all’intero 2015.
Nessuna provincia è rimasta esclusa da questo incremento anche se svettano Venezia e Rovigo, appunto, che hanno registrato un aumento del 20%. Guardando ai vari settori lavorativi, si osserva da un parte un +15% nell’impiego dei voucher nel turismo e un calo del 5% nel settore domestico.

“L’ulteriore crescita del numero dei voucher non può essere interpretata come un’emersione del lavoro nero – commenta Onofrio Rota – quanto piuttosto come un ulteriore allargamento del loro abuso che ha trasformato rapporti di lavoro dipendente in prestazioni accessorie”. La Riforma Fornero nel 2012 aveva infatti eliminato, nell’utilizzo dei buoni lavoro, il vincolo della ”occasionalità” mantenendo sono quello della “accessorietà” e favorendo, di conseguenza l’ampliamento del campo di applicazione.

“I 2 milioni in più di voucher venduti finora in Veneto – puntualizza Rota – ci fa ribadire le nostre proposte di modifica della legislazione in materia: ripristinare i il doppio vincolo dell’occasionalità assieme a quello della occasionalità, migliorare la tracciabilità dei voucher e infine vietarne l’uso nei lavori pericolosi (es. edilizia) e ad alto tasso di abuso come in agricoltura. Siamo invece contrari alla loro cancellazione: se ben usati contribuiscono a regolarizzare il lavoro».

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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