Colpito e affondato Andrea Portieri il “top player” della giunta Bobo

andra-portieriQuella pubblicata nello scorso numero de “La Piazza” è stata l’ultima intervista rilasciata dall’assessore Andrea Portieri, il quale ha rimesso l’incarico improvvisamente lo scorso 17 gennaio, 24 ore prima della stampa del nostro giornale. L’avventura nella giunta Barbujani del cosiddetto ‘top player’ tecnico – per via della sua pluridecennale e riconosciuta esperienza amministrativa, non legata ad alcun partito – sul quale il sindaco aveva profondamente puntato affidandogli nello scorso luglio i referati relativi a urbanistica, patrimonio e bandi e finanziamenti, è quindi durata solo sei mesi, chiudendosi per motivazioni di carattere “personale e familiare”.

Diverse sono le indiscrezioni che hanno accompagnato le sue dimissioni. In primo luogo la presunta incompatibilità tra il suo ruolo di assessore nel Comune di Adria e quello di dirigente nel Comune di Porto Tolle, ricoperto da tempo. Secondo il decreto legislativo 39 del 2013, infatti, una persona che già riveste l’incarico di dirigente non può allo stesso tempo ricoprire anche quello di assessore in un Comune che supera i 15mila abitanti.

Resta da capire perché di questa evidenza i diretti interessati se ne siano accorti dopo ben sei mesi dalla sua nomina. Per questo motivo si vocifera un’altra ipotesi. L’unico assessore esterno della giunta Bobo sarebbe la prima – e per ora l’unica – vittima degli scossoni che hanno caratterizzato per tutto il mese di gennaio la maggioranza di centrodestra vincitrice delle elezioni dello scorso giugno, sacrificato sull’altare degli interessi da parte degli alleati di Barbujani, che in questo modo potranno ambire al posto in giunta appena liberatosi.

Qualunque siano le reali motivazioni, resta il fatto che il sindaco si è detto “dispiaciuto per la sua perdita, che non ci voleva, visto che Portieri stava compiendo un ottimo lavoro di miglioramento della macchina amministrativa adriese”, e di sperare di poter usufruire ancora dei suoi consigli, “magari in un’altra forma”.

Stefano Chiarelli

Lascia un commento