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Ospedale di comunità, tutto bloccato, rischiano di saltare gli investimenti

ospedale-noale1-800x400Tutto bloccato, congelato, e gli investimenti sanitari su Noale rischiano di restare fermi, al palo, almeno per un po’. E parliamo dei 40 posti dell’ospedale di comunità e dei 20 del centro diurno da inserire nella casa di riposo privata “Relaxxi” di via Ongari. Quest’ultima, ad esempio, ha intenzione di ricorrere al Tar con tanto di richiesta danni, contro la delibera approvata dalla giunta dove si congelano gli accreditamenti dei centri diurni per anziani. E nella “Città dei Tempesta” si è scatenata la polemica, con tanto di protesta in Consiglio de “La Forza dei Noalesi”.

Per capire la storia, bisogna fare un passo indietro, a giugno 2013 per la precisione, quando a Noale si tagliava il nastro della nuova casa di riposo al posto della “Santa Maria dei Battuti”, dentro l’ospedale. Una struttura all’avanguardia, pensata per ospitare 100-120 persone e dove, secondo le idee della vecchia giunta Michele Celeghin, ci doveva essere proprio la struttura di comunità. C’erano state polemiche tra favorevoli e contrari, a partire dal sindaco Andreotti. E due anni fa, prima il Consiglio veneto aveva deciso di spostare i 40 posti nella vecchia casa di riposo, poi nella nuova. Ma in via Ongari non è mai arrivata una persona. La storia recente vede il governo regionale decidere per la riorganizzazione sanitaria, nasce l’Ulss 3 Serenissima con dentro anche la vecchia UIss 13 Dolo-Mirano e, intanto, Noale attende.

Nel frattempo, la stessa “Relaxxi” era stata indicata per ospitare pure i 20 posti del centro diurno e sembrava filare tutto liscio. Invece niente. “Lancio un appello alla Regione – dice il sindaco Patrizia Andreotti – ovvero che dia risposte in termini di servizi ai cittadini. E per cittadini non intendo solo i noalesi, ma gli abitanti del Miranese, Riviera e della provincia. Perché l’ospedale di comunità e il centro diurno serviranno a un bacino ampio di utenti. Come giunta e maggioranza preferiamo inserire questi servizi nel vecchio ospedale, ma prima di tutto ci sono i residenti, e a loro la giunta regionale deve pensare. Vuole inserirli nella nuova casa di riposo? Bene, ma ci deve spiegare perché nel quadriennio 2012-2016 gli ospedali di comunità sono stati attivati solo nel Bellunese, Vicentino e Veronese, soddisfando solo il 20 per cento dell’intero fabbisogno”.

Ma le opposizioni sono andate all’attacco. “Ancora nel 2013 – osservano Michele Celeghin (Noalesi al centro) e Sergio Vallotto (Lega) – si discuteva su dove mettere il nuovo servizio socio-sanitario, e cosa avrebbe portato la mancata apertura dell’ospedale di comunità. Questo risultato lo ha voluto Andreotti già dal 2013, quando all’opposizione, non voleva l’apertura nella nuova casa di riposo del servizio di comunità”. E anche la “Forza dei Noalesi” non è stata tenera. “Il sindaco dice sì ai privati – dice il capogruppo Katia Valotto – quando tre anni fa la coalizione aveva deciso altro: i cittadini chiedono onestà politica”.

Alessandro Ragazzo

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