Rispuntata l’aviaria Polesine

aviaria-polliInfluenza aviaria in Polesine: un focolaio nelle scorse settimane è stato individuato in un allevamento di 36mila galline a Porto Viro e ne ha richiesto l’abbattimento, mentre un secondo intervento di prevenzione è stato attuato a Porto Tolle. A Porto Viro sono stati distrutti, in seguito a un’ordinanza della Regione Veneto, gli animali già morti e anche le uova prodotte, abbattuti i restanti animali presenti nella struttura. La Regione ha disposto “una serie di misure restrittive per contenere l’eventuale diffusione del virus, così come accaduto per i focolai verificatisi a Mira e Piove di Sacco”.

Quello polesano, infatti, non è l’unico caso riscontrato in Veneto da inizio anno. Ma il problema è ancora più grande e riguarda un’epidemia che sta coinvolgendo l’intera Europa: 23 i paesi interessati, 949 i focolai e quasi 5 milioni gli animali coinvolti. L’ordinanza regionale ha istituito un zona “di protezione” in alcune aree dei comuni di Porto Viro, Ariano nel Polesine, Taglio di Po e Porto Tolle, in base alla quale il pollame è stato “confinato” per non farlo entrare in contatto con altri animali ed è stata effettuata una disinfezione dei mezzi di trasporto. È stata inoltre individuata una seconda area di sorveglianza, che si estende anche a Corbola, Loreo e Rosolina, con “divieto di movimentazione e trasporto di pollame, pollastre, pulcini di un giorno e uova”. Nei primi giorni di febbraio l’allarme si è poi esteso a un allevamento di Porto Tolle, con il sindaco Claudio Bellan che ha disposto il sequestro dell’allevamento e di tutti gli animali (oltre 30mila galline). Il sindaco ha comunque sottolineato che si tratta di una misura precauzionale e cautelativa in quanto l’azienda sarebbe stata “a contatto con focolaio primari di influenza aviaria”.

Giorgia Gay

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