Adria: in piazza per difendere i servizi

manifestazione-adriaUna pillola di non semplice digeribilità per l’opinione pubblica e un grattacapo per la giunta Barbujani. Questo è stato l’avvento della cosiddetta “rivoluzione sanitaria” e la nascita dell’Ulss 5 polesana. Più che il potenziamento dei servizi esistenti e la razionalizzazione della burocrazia, il messaggio che è passato – rafforzato peraltro dalle prime lettere di licenziamento ai lavoratori precari dell’ospedale e, non ultima, dalla chiusura delle cucine in programma dal 1 aprile – è stato opposto: concreti rischi di tagli al personale e perdita di alcuni servizi sociosanitari.
Tutte le forze politiche di opposizione hanno puntato il dito con grande vigore nei confronti del sindaco Barbujani, ritenuto reo in questi anni (visto anche il ruolo di presidente della Conferenza dei Sindaci) di non aver vigilato sullo “smantellamento dell’ospedale” e di non averne salvaguardato i servizi, nonostante il suo emisfero politico di centrodestra sia lo stesso del governo regionale (che ha partorito la riforma) di Luca Zaia. Visto questo stato di cose il sindaco e la sua maggioranza (eccetto la Lega, partito di Zaia e sempre alleato di Bobo ad Adria) hanno deciso di “voltare le spalle” alla Regione arrivando addirittura a organizzare lo scorso 4 marzo una manifestazione di protesta in difesa dei servizi sociosanitari dell’ospedale, cui hanno partecipato oltre 800 persone e aderito quasi tutte le forze politiche e sindacali adriesi. L’eco della protesta è arrivato anche a Palazzo Balbi, tanto che il giorno prima era sceso ad Adria l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, che aveva bollato come “terrorismo mediatico” e “speculazioni” queste voci di preoccupazione.

Stefano Chiarelli

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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