Adria in piazza per la sanità (con polemica)

manifestazione-adriaAdria è scesa in piazza per difendere la sanità. Circa 700 persone si sono ritrovate oggi per protestare contro la riforma che di fatto – è il pensiero comune – penalizza il territorio adriese. Soddisfatto per l’esito della manifestazione il primo cittadino Massimo Barbujani, anche se non sono mancate le polemiche per la presenza di simboli di partito che il sindaco aveva espressamente chiesto di lasciare a casa. Per questo Barbujani ha voluto “punire” i colpevoli rifiutando di dare loro la parola.

“Protagonisti devono essere i lavoratori e i sindacati che lottano per tutelare i propri diritti” fa sapere Bobo, secondo cui “i partiti hanno ‘toppato’, perchè tutti volevano l’unificazione delle due Ulss. Sono pochi quelli che avrebbero preferito altre scelte”.

“Quando si parla di razionalizzazione si finisce sempre per penalizzare i lavoratori – incalza -. Spero che dopo l’evento di oggi a Venezia, negli uffici competenti, capiscano che questo territorio non può pagare in termini di altri posti di lavoro persi. Penso alle cooperative che lavorano per l’ospedale, che hanno appalti in scadenza: spero che ci sia la consapevolezza che questo territorio ha già dato tantissimo – pensiamo al tribunale e ad altri uffici spostati verso Rovigo – e che ci siano delle tutele per preservare l’occupazione”.

Insieme in piazza, divisi dalle polemiche. “Incredibile atto di irresponsabilità da parte del Sindaco di Adria: di fronte ai lavoratori e ai cittadini che ci chiedono unità difronte alla difesa dei servizi socio sanitari ha fatto un intervento divisivo e poi non ha dato la possibilità di replica, chiudendo in fretta e furia la manifestazione – attacca Impegno per il bene comune -. Noi abbiamo ribadito dal palco la nostra proposta: andiamo tutti insieme uniti, cittadini, lavoratori e loro rappresentanti, sindaci, e formazioni politiche entro un mese in Regione con una proposta concreta per il Territorio. Dobbiamo difendere i nostri padri e fratelli, madri e sorelle, figli e nipoti, non si può lavorare per dividere. Come minoranza avevamo spiegato per tempo nelle opportune sedi istituzionali il perchè avremmo sfilato con i nostri simboli e che avremmo voluto vedere le bandiere della Lega e di Forza Italia davanti a tutti, per dare un segnale politico forte in Regione, come fanno in altri territori, come a Belluno o a Vicenza, dove amministrazioni di centrodestra difendono i diritti dei propri cittadini senza paura”.

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