Donne discriminate anche sulla pensione

anzianaDiscriminate sul lavoro? Non solo. Le donne sono discriminate anche sulla pensione. Da questo punto di vista gli ultimi dati Inps, anche per il Veneto, non lasciano spazio a interpretazioni. Nella nostra regione una pensionata su tre (33,4%) porta a casa meno di 750 euro lordi al mese, mentre fra gli uomini il dato è del 13%. Non solo. Sempre secondo gli ultimi aggiornamenti dell’Ente previdenziale, il reddito da pensione medio per gli uomini nel nostro territorio è di 21.200 euro lordi l’anno mentre per le donne scende pericolosamente a 14.172 euro.

“L’allarme sul divario fra pensionate e pensionati – spiega Rita Turati, segretaria dello Spi Cgil del Veneto – diventa ancora più significativo nell’ambito di una “festa”, l’8 marzo, che celebra il mondo femminile in tutta la sua complessità. Eppure, l’attenzione che si dedica alla donna in questa giornata speciale, non si traduce nella realtà in un miglioramento della sua condizione di vita. La politica sia nazionale che locale non può non tenerne conto. Ed ecco perché continueremo a invocare provvedimenti a favore delle pensionate e in generale della anziane venete, primo fra tutti il riconoscimento del lavoro di cura e il diritto alla salute”.

In tale contesto – secondo una indagine dello Spi Cgil del Veneto che verrà presentata nei prossimi giorni e che analizza l’invecchiamento della popolazione negli ultimi dieci anni all’interno del nostro territorio – la crescita esponenziale del numero delle donne anziane è emblematico.

Nel 2016 le ultrasessantacinquenni in Veneto sono 616.785 (contro 464.586 maschi), il 12,5% della popolazione totale e quasi 78 mila in più del 2006 (+14,4%). Fra queste, le ultraottantenni sono circa un terzo: 211.024 (contro 110.832 uomini), con un aumento del 33,7% in dieci anni.

“Noi – dice Rosanna Bettella, responsabile coordinamento donne dello Spi Cgil del Veneto – al di là delle tante iniziative proposte per l’8 marzo, poniamo tutto l’anno grande attenzione alle problematiche delle pensionate e delle donne anziane, in quanto fasce della popolazione più deboli e discriminate, soprattutto a livello economico. Vorremmo che anche la politica affrontasse di petto una questione che rischia di sfuggire dalle mani”.

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