Immigrati, i Comuni sono divisi sull’accoglienza Sprar: Martellago favorevole

Si ragiona sull’ipotesi Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) nel Miranese Nord per ospitare gli immigrati. Ma i Comuni sono già divisi tra chi è favorevole (Martellago) e chi contrario (Noale e Scorzè). Ma andiamo con ordine.
A inizio anno c’è stato il cambio della guardia alla Prefettura di Venezia, con il saluto di Domenico Cuttaia e l’arrivo di Carlo Boffi. Quest’ultimo ha fatto il giro dei territori un po’ per conoscere i sindaci, le singole realtà, ma anche per discutere dell’emergenza di questi ultimi mesi: gli immigrati. Ci sono dei comuni dove il numero di ospitanti e più alto rispetto ad altri, e Boffi sta cercando di capire se vi siano i margini per trovare un equilibrio. Si sta pensando a una ipotesi Sprar, e a Martellago questo termine non è nuovo, perché se n’è parlato in uno degli ultimi consigli dello scorso anno. Si tratta di una rete di centri di “seconda accoglienza”, destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale. Non comporta a un’assistenza immediata delle persone che arrivano sul territorio italiano, ma all’integrazione sociale ed economica.
I Comuni interessati partecipano a un bando del ministero dell’Interno presentando un progetto, che poi dovrà essere vagliato. E l’unico ad aprire la porta è Martellago; il suo sindaco Monica Barbiero ha ripetuto quando già detto nella seduta del parlamentino locale.

“Da parte nostra si può ragionare – spiega – qualora ci fossero degli alloggi a disposizione. Credo che sia un modo per gestire e governare gli ingressi, anche perché lo Sprar mette dei paletti con le clausole di salvaguardia”. Invece Scorzè (Giovanni Battista Mestriner) e Noale (Patrizia Andreotti) si sono dette contrari.

“Intanto sinora – osserva il sindaco Patrizia Andreotti – nessuna cooperativa ha avuto la disponibilità dei privati nel trovare degli spazi e poi dovrebbe essere il Comune a doverli cercare. Dopo 3 anni di Sprar cosa succederebbe? Queste persone diventerebbero residenti del nostro comune? Poi si metterebbero in lista d’attesa per gli alloggi popolari e già facciamo fatica. Senza dimenticare che gli stranieri ora presenti sono in difficoltà, pure da un punto di vista economico”.

Per Mestriner (Scorzè): “il nostro pensiero non è cambiato e continuiamo a dire di no a questo modo di operare”.

Alessandro Ragazzo

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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