Rovigo, Crivellari: “Carcere, ponte tra dentro e fuori”

carcere-rovigoIl nuovo carcere di Rovigo è un avamposto, nel panorama nazionale, del nuovo modello di amministrazione penitenziaria. Una fisionomia che è la risultante di un impegno condiviso da soggettività estese del tessuto civile e istituzionale e delle quali l’on. del Pd Diego Crivellari ha raccolto e rilanciato progetti e richieste che sono divenuti una serie di interrogazioni al Governo.
Nella risposta che il Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri ha rivolto all’On. Crivellari si legge che il carcere rodigino diverrà quando metterà a regime il suo funzionamento “il terzo o quarto polo carcerario del Triveneto” rappresentando un ponte fra realtà penitenziaria e società civile “da esportare a livello nazionale”.
Crivellari ammette che il passaggio dalla precedente alla nuova realtà ha previsto un inevitabile rodaggio e delle criticità dovute in primo luogo alla complessità degli interventi.

“Visito il carcere periodicamente -spiega – e ho potuto riscontrare che ci stiamo dirigendo verso la normalità delle funzioni. Va dato atto al Ministro delle Infrastrutture Dal Rio e della Giustizia Orlando che hanno manifestato la salda volontà di permettere l’apertura del carcere scongiurando i ritardi cronici e le cattedrali nel deserto. Si deve ancora definire la questione del personale che è sottodimensionato, un aspetto che l’Esecutivo non ha trascurato disponendo nuove assunzioni per il Polesine nella legge di bilancio di fine anno. Arriveranno altre sei unità in “missione”, quindi per un tempo determinato, ma le domande giungono prevalentemente dal Sud ed è meno probabile per ora che gli interessati scelgano un trasferimento stabile. Il turn over pertanto configurerà la dimensione dell’organigramma carcerario”.

Il fattore dell’integrazione della struttura detentiva con la città è decisivo per i prossimi sviluppi. Integrazione significa sostanziare l’itinerario della pena con le attività riabilitative della formazione interna al carcere e del lavoro esterno a norma dell’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, evitando i rischi troppo frequenti della recidiva. Da un “humus che è fatto di associazionismo, di economia, di società civile che è già ampiamente ricettivo” come ha sottolineato Crivellari nella replica a Ferri, sono emerse le progettualità di Coldiretti, Confcooperative e Titoli Minori Onlus di Porto Viro per la realizzazione di orti interni al carcere e di corsi di giardinaggio e di artigianato, che diventino poi lo strumento per l’accompagnamento a un nuovo accesso alla vita al termine della pena.
Il trasloco dalla vecchia casa circondariale di Via Verdi alla nuova struttura è avvenuto impiegando gli stessi detenuti e questo ha consentito dei risparmi del 60% sui costi.

“La reazione della città è la cartina di tornasole che non dovrebbe tralasciare la considerazione dell’indotto economico dato dalla presenza delle famiglie degli agenti di polizia penitenziaria che giungeranno. Un nostro fine prioritario è la sicurezza dei cittadini e ogni provvedimento nel raccordo interno-esterno del carcere limitato ai casi previsti dalla legge sarà di competenza del magistrato di sorveglianza. Detto questo, credo che occorra ritrovare momenti di equilibrio nell’orientamento verso la certezza dell’applicazione della sanzione penale, tenuto conto che da noi non arriveranno detenuti da 41 bis o stragisti, ma anche verso la tutela dei diritti umani”.

 

Daniela Muraca

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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