Salzano, sindaco Quaresimin: “Abbiamo guidato un decennio di trasformazioni epocali”

salzano-municipioTra poche settimane, infatti, Alessandro Quaresimin lascerà la carica da sindaco di Salzano e tornerà ad essere un dipendente del Comune di Venezia al 100 per cento. Un decennio vissuto con cose fatte, altre meno, e prima di salutare tutti, ha deciso di fare un bilancio della sua attività, divisa nei due quinquenni 2007-2012 e 2012-2017.

“È stato ridotto il debito – dice il sindaco uscente – e abbiamo redatto il Piano di sviluppo sociale Pass 2020, che punta a un comune attento alla cultura, ai giovani, accogliente, verde, attento alla famiglia, produttivo e termale. Poi ricordo il PalaPm, le tante iniziative culturali, il rapporto sempre più stretto con le associazioni. Quando sono arrivato nel 2007, nessuno poteva immaginare che la crisi economica costringesse intere famiglie a dover fare i conti con la perdita dei posti di lavoro, la regressione del reddito e l’incertezza del futuro”.

Un mandato che ha avuto anche delle opere non iniziate. “Mi spiace per il mancato sviluppo del centro di Salzano – commenta – perché ero convinto che si potesse fare. Mi auguro che chi arrivi dopo di me crei un volano per farlo partire”. Sul Passante si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

“Siamo inseriti in prima fascia -osserva- nonostante i progetti pronti. Almeno con la Regione si sta parlando del raddoppio della linea ferroviaria Venezia- Bassano”.

In questi cinque anni, Salzano è cambiata, con una popolazione più vecchia. Nel 2012, gli abitanti erano 12.747, a fine 2016, gli ultimi dati disponibili, sono cresciuti a 12.835. Gli stranieri extracomunitari sono passati da 444 a 471, mentre i nati sono calati da 120 a 104, passando per gli 88 venuti alla luce nel 2014.
E infatti, i piccoli dallo zero ai 14 anni, nel 2012 erano 13,53 per cento della popolazione, mentre lo scorso anno era 13,10 per cento, mentre gli over 65 sono passati da 17,69 per cento a 19,86 per cento. In aumento la fascia 15-29 anni, in calo quella dai 30 ai 65 anni. Le famiglie sono cresciute di quasi 150 unità e all’interno delle mura domestiche, di solito, si è in due. Ma sono cresciute pure quelle unipersonali, passate da 1.298 del 2012 al 1.408 del 2016. Più che raddoppia il numero di matrimoni civili annui: se nel 2012 erano 12, nel 2016 sono stati 27. Insomma, numeri di un decennio che ha cambiato decisamente il volto del paese.

Alessandro Ragazzo

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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