Adria: sequestrata piantagione di marijuana in mano a sei cinesi

marijuanaNel corso della notte ad Adria, precisamente nella frazione di Fasana, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Adria e della Stazione di Pettorazza Grimani hanno tratto in arresto per coltivazione illecita di piante di canapa indiana e furto aggravato di energia elettrica sei persone.

Quasi 600 piante di marijuana, riscaldate ed illuminate grazie ad un allaccio abusivo alla linea dell’Enel, e sacchi di droga già pronta per essere messa in commercio. Questo quanto hanno scoperto i Carabinieri della Stazione di Pettorazza e del Nucleo Operativo della Compagnia di Adria in un casolare, in aperta campagna, a Fasana nei pressi di Adria.

A finire in manette i 6 “coltivatori”, tutti cinesi: 4 uomini e due donne senza fissa dimora, clandestini.

Tutti e sei sono stati arrestati e si trovano ora in carcere. Molto probabilmente i sei sono “solamente” i custodi della piantagione. Un vero e proprio business, alquanto redditizio, se si pensa che da una sola pianta di marijuana si potrebbero ottenere 50/60 grammi di sostanza con un ricavo medio di circa 5 euro a grammo.

Già da qualche tempo i carabinieri tenevano sotto controllo quel casolare attraverso svariati appostamenti e osservazioni di ciò che avveniva li dentro. Il casolare presentava un piccolo locale adiacente alla struttura dove dormivano i “guardiani” mentre in casa veniva coltivata la canapa indiana. Questo, oltre ad un fortissimo odore che non lasciava sorgere altri dubbi, ha convinto i militari ad entrare. Il blitz dei Carabinieri della Compagnia di Adria è scattato nella notte quando, dopo aver notato vari movimenti, 14 militari in borghese ed in divisa hanno fatto irruzione scoprendo di una vera e propria “fabbrica della marjuana”.

La coltivazione si estendeva sia al piano terra che al primo piano all’interno di 6 stanze con il condotto di areazione collegato attraverso tutte le stanze. Nelle prime cinque stanze le piante venivano coltivate con apparecchiature sofisticate e professionali, come un impianto di aerazione motori di ventilazione, lampade e trasformatori. La sesta stanza veniva utilizzata per l’essiccazione della pianta. Vi erano inoltre anche attrezzatture per confezionare sottovuoto la marjuana in buste da un metro. Per alimentare gli impianti era stato inoltre creato un allacciamento abusivo alla linea elettrica.

Nelle 6 stanze circa 500 piante di marijuana in coltivazione, tutte in crescita all’interno di vasi e alte poco meno di un metro, mentre quasi cento erano in essiccazione.

I sei cinesi si trovano rinchiusi nel carcere di Rovigo a disposizione della locale  Procura della Repubblica che coordina le indagini. Oltre al reato di produzione di sostanze stupefacenti dovranno rispondere anche di furto di energia elettrica.

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