martedì, 21 Marzo 2023

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Agna, sindaco Piva: “Profughi, la misura adesso è colma”

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profughi-tenda1Da mesi la difficile convivenza con migliaia di rifugiati presso gli Hub di Bagnoli e Conetta è stata denunciata dal sindaco di Agna Gianluca Piva e in seguito alla terribile aggressione di una donna da parte di un immigrato, avvenuta nelle scorse settimane, il sindaco ha deciso di fare un appello al presidente della Repubblica Mattarella per la chiusura immediata dei due centri.

“Ho un dossier pieno di segnalazioni, appelli, richieste, diffide, delibere di giunta comunale e di consiglio comunale con le quali si richiede la chiusura dei due centri di raccolta. Ho denunciato le inaccettabili condizioni in cui vivono i migranti all’interno delle strutture che peraltro ho visitato più volte chiedendone la chiusura e a quanto pare a ragion veduta, visto che alle medesime conclusioni è giunta l’apposita commissione parlamentare istituita dopo la morte ad inizio anno della giovane Ivoriana a Conetta – spiega Piva -. Nel tempo è cresciuto l’allarme sociale e il senso di insicurezza nella popolazione locale, mitigato dalla presenza di pattuglie delle forze dell’ordine e dell’esercito, anche a causa dei frequenti episodi di protesta dei profughi, o i recenti episodi di molestie sessuali alle operatrici all’interno della base di San Siro di inizio di marzo. Purtroppo la lungaggine dell’iter del riconoscimento o meno dello status di rifugiato, blocca i profughi sul nostro territorio e porta i costi di gestione alle stelle, costi che stanno alla base del ‘business dell’accoglienza’ di cui tanto si parla in Italia. Non critico il Governo su tutti i fronti, ma non posso essere accondiscendente con il trattamento che ha subito il nostro territorio. Ritengo – continua Piva – che l’UE e l’Italia stessa dovrebbero impegnarsi a divenire interlocutori dei paesi africani attraversati dai flussi migratori, affinché in queste nazioni possano venire approntate strutture per l’accoglienza, creando una sorta di filtro che permetta di transitare solo a quei soggetti che vedono accettata la propria istanza e che ricevono un visto d’ingresso; per gli altri niente da fare, se non hanno diritto, devono essere respinti. In questo periodo si discute su l’accoglienza diffusa e sul piano di riparto dell’ANCI come soluzione per evitare queste grandi concentrazioni: si tratta di una soluzione di brevissimo periodo. Il criterio dei 2,5 migranti ogni 1.000 abitanti non può essere una soluzione di lunga durata, perché è in corso un esodo dall’Africa e gli arrivi si intensificano di giorno in giorno. Quindi – conclude il sindaco – anche con l’accoglienza diffusa andremo presto a saturazione della nostra potenzialità di ospitare. Prima 2,5 migranti ogni 1.000 abitanti, poi 5-6-7-20 ogni 1.000 abitanti e poi non si sa”.

Cristina Lazzarin

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Giorgia Gay
Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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