Bruno Contini racconta il nuovo outlet Family Destination DeltaPo

bruno-continiSi è svolta lo scorso 12 aprile l’inaugurazione dell’attesissimo Family Destination DeltaPo di Occhiobello. Abbiamo incontrato Bruno Contini, amministratore unico, che a questo progetto ha dedicato 14 anni di battaglie con l’obiettivo di far sposare lo shopping alla promozione del territorio. Non solo negozi, ma anche spettacoli, musica, sport, grandi eventi.

Ora che il progetto è diventato realtà, guardandosi indietro come ha vissuto questi lunghi anni di battaglie?
“Questi anni sono stati davvero duri, fortemente sostenuti da un grande carburante che è l’entusiasmo, ovvero la fede in ciò che si fa unita alla grande convinzione di raggiungere quello che sembrava un sogno, ma che oggi è realtà. Ne ero certo, non perché ci fosse una presunzione particolare, ma perché era talmente forte la fede in questo tipo di impegno in cui ho messo tutta l’anima. Con la stessa passione ho scritto tutte le musiche che verranno poi editate in anteprima con lo spettacolo. Si fondono perfettamente con lo stato d’animo che mi ha accompagnato per tutti questi anni in questa impresa importante di cui sono stato onorato”.

Lei ha parlato di uno spartito che ha scritto tanto tempo fa. Cosa non si è capito nella politica locale di quello spartito in questi anni?
“Io penso invece che si sia capito. Probabilmente si è percepito come un pericolo imminente, quando invece ritengo di aver scritto in armonia. Sono un compositore di grandi orchestre, quindi è molto importante trovare un corretto equilibrio delle armonie distribuite all’interno dell’orchestra. Forse non è stato colto che lo spirito con cui ho scritto quella partitura era rivolto a tutti, così da poter essere un riferimento da ottimizzare coralmente, da completare e da scrivere insieme. Forse ha fatto paura, non lo so, non era comunque questa l’intenzione”.

Il connubio forte che proponete tra acquisto, turismo e intrattenimento-famiglia come funziona?
“Quell’armoniosa composizione di elementi si traduce nel concetto di famiglia, che trova anima in tutte le culture e i Paesi del mondo. Oggi la famiglia deve essere aiutata e deve ritrovare un po’ se stessa. Cerco, in questa family destination, di tradurre i valori del territorio nella sua bellezza, nella sua storia e cultura, e in tutto quello che sarà da riscoprire”.

Avete annunciato che ci saranno ambasciatori internazionali che promuoveranno l’Outlet ma anche il territorio. Questo bistrattato Delta, secondo noi, ha proprio bisogno di questo.
“Non si intende assolutamente indicare con arroganza gli obiettivi che non sempre sono stati felicemente raggiunti dalle istituzioni, le quali hanno l’onere di far conoscere e valorizzare il territorio all’estero. Sempre nell’ambito di quel doveroso e umile compito del cittadino che deve fare, ancor prima di criticare le istituzioni, noi stessi siamo all’interno delle istituzioni. Ho ritenuto, senza chiedere aiuti o clientelismi particolari, di percorrere questo cammino attraverso il riscontro di Paese in Paese, man mano che aprivamo i nostri uffici, direttamente con dei collaboratori diretti. È la fierezza dei vari Paesi, da Parigi a Shangai, a vedere messo DeltaPo con il nostro logo e sui progetti, nati in quella fantasia di composizione artistica di cui parlavo prima. Di sede in sede, al di là delle culture e delle distanze, presentando DeltaPo Outlet ho riscontrato grande entusiasmo anche per l’Italia. Noi ci dimentichiamo sempre che loro ci amano per quello che siamo. Facciamoci amare ancora di più”.

Numeri e nomi per concludere.
“Per il 12 aprile sotto il profilo tecnico abbiamo undici aperture e una lista di opzioni da qui fino alla fine di dicembre. Per le aperture di Natale arriveremo circa all’80% delle presenze. Per me già oggi siamo arrivati a un grande successo, poche o tante che siano, questa è l’affermazione di un progetto”.

Quanti metri quadrati interessati nella struttura?
“Sono ventimila metri quadrati oggi. Fortemente evocati, tantoché oggi è già in progetto l’estensione, per altrettanti ma non voglio mercificare troppo. Molto il food, tale da riportare alla valorizzazione enogastronomica. Sono forti gli investimenti, sono già due le unità aperte di caffetteria che si chiamano ‘DeltaPo caffè’. Ci sarà un buon format, il primo di ulteriori aperture per avere un food caratterizzante il territorio.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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