Falsa partenza per l’impianto di riscaldamento ad olio vegetale di Curtarolo

02_fernheizwerk_vahrn_rusAd oggi gli edifici pubblici curtarolesi non sono improntati all’efficienza energetica. E non lo saranno a breve. Alla regolazione della temperatura provvederanno infatti le classiche caldaie. Lo hanno sancito gli ultimi provvedimenti amministrativi.
Ma quella che sembra un’ordinaria decisione amministrativa acquista una valenza particolare, non solo perché sempre più istituzioni si muovono verso la riduzioni degli sprechi energetici. Curtarolo voleva infatti un ambizioso progetto di teleriscaldamento. Proposta nel 2011 dall’amministrazione, si riprometteva di generare calore per la zona industriale e di convogliarlo agli immobili pubblici. Sarebbe stato realizzato con oltre 4,5 milioni di euro di fondi statali. Avrebbe permesso – secondo i progettisti – una riduzione dei costi in bolletta del 25 per cento per gli stabilimenti, mentre sarebbe stato totalmente gratuito per il comune. Dei proventi avrebbe beneficiato la ditta realizzatrice, vendendo l’energia prodotta a privati e imprese. Alla fine, però, il comune non è riuscito a sfruttare i bandi necessari. Nonostante nei fatti avesse già predisposto un progetto preliminare, per quasi 19mila euro. E con il passare del tempo sono terminati gli incentivi.

“Si promuoveva l’utilizzo dell’olio vegetale, con cui far funzionare l’impianto assieme al gas –spiega l’assessore ai lavori pubblici Fabio Tellatin, il principale sostenitore dell’iniziativa-. Gli introiti avrebbero coperto l’acquisto del combustibile. Ma adesso viene considerato il passato”.

Lasciando Tellatin e gli altri che ci credevano con parecchio rammarico. Un’alternativa potrebbero essere i bandi europei, opzione non facile per una municipalità piccola e con pochi dipendenti.

Roberto Turetta

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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