Nuove tecniche di salvataggio in mare

supIl Sup può salvare una vita. A decretarlo, le ordinanze balneari di diverse Capitanerie di Porto italiane romagnole e laziali che arruolano la Stand Up Paddle tra le dotazioni accessorie destinate al salvataggio in mare. Il 24 e 25 settembre scorso la FIN ha tenuto il primo corso nazionale per operatori di Sup Rescue a Ladispoli e tra i primi abilitati in Italia si annovera anche un chioggiotto: l’istruttore di Sup e assistente bagnanti, Nicola Gianni, fondatore della Scuola Sup Sottomarina.
Il vantaggio principale che questo tipo di tavola offre durante un salvataggio in mare sta essenzialmente nella rapidità con cui permette di raggiungere la persona in pericolo. Oltre a ridurre drasticamente i tempi d’intervento rispetto al tradizionale pattino a remi, il soccorritore sul sup non perde mai di vista l’obiettivo da raggiungere e può intervenire anche con mare molto mosso, difficilmente praticabile dai mezzi di soccorso tradizionali. Infine, la larghezza della tavola sup permette di poter trasportare una persona fino a riva o addirittura di metterne in sicurezza anche più di una direttamente in acqua, nel caso si dovesse attendere l’intervento di altri soccorsi.

“Il salvamento con il Sup è una realtà consolidata da anni in Australia o negli Stati Uniti – spiega Nicola Gianni – In quei Paesi il soccorso in mare non è inteso come un servizio offerto dagli operatori turistici, ma un vero e proprio corpo di pubblica sicurezza che ha il compito di salvaguardare l’incolumità di chi si avventura in mare o nell’oceano”.

L’esperienza e la perizia nell’utilizzo del sup sono fondamentali per chi pratica Sup Rescue, cui si aggiunge l’allenamento fisico per raggiungere il pericolante nel minor tempo possibile, anche in condizioni meteo avverse. La prima regola per un buon soccorso, infatti, è che le persone in pericolo di vita non si moltiplichino durante le operazioni di salvataggio.

“Mi auguro che sempre più assistenti bagnanti vogliano apprendere le tecniche di pagaiata e di utilizzo del sup per diventare operatori Sup Rescue abilitati dalla FIN – aggiunge Nicola Gianni, istruttore di Sup presso la Scuola Sup Sottomarina – Invito anche le associazioni di categoria e le cooperative che forniscono agli stabilimenti balneari il servizio di soccorso in mare ad apprendere queste nuove tecniche e ad allinearsi con le recenti novità normative in materia di balneazione per rilanciare i servizi offerti dalla spiaggia di Sottomarina”.

Per conoscere i dettagli delle prossime iniziative formative che riguardano il Sup Rescue ci si può rivolgere alla Sezione Salvamento della Federazione Italiana Nuoto (salvamento.corsi@federnuoto. it).
Mentre per chi volesse approciare al sup, può contattare la Scuola dei fratelli Gianni (sottomarinasup@geniuslociasd. com) che ha sede presso lo Stabilimento Balneare Zanzibar.

Sara Boscolo Marchi

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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