Quante cose può dirci la saliva

saliva_5717_origLa saliva è un fluido incolore prodotto e secreto naturalmente dalle ghiandole salivari. Le sue funzioni sono principalmente di lubrificare il cavo orale così da permettere al cibo di essere digerito con maggior facilità, e di difesa. È un liquido fondamentale per preservare e mantenere la salute della bocca, in quanto contiene proteine ed enzimi che formano una specie di pellicola protettiva sulla mucosa orale e sullo smalto garantendo così un ambiente favorevole per prevenire la demineralizzazione dei denti ad opera degli acidi prodotti dai batteri. Caratteristica rilevante della “qualità” della saliva è data dalla misura del suo livello di acidità, cioè dal pH, che deve mantenersi neutro per garantire l’equilibrio microbiologico della placca dentale ed evitare fenomeni di demineralizzazione dello smalto. Nel corso della giornata il pH salivare subisce delle variazioni in corrispondenza dei pasti diventando più o meno acido, per poi tornare, grazie ai poteri di agente tampone della saliva, alla neutralità.
Ciò accade a causa della nostra alimentazione e alla fermentazione del cibo da parte della placca batterica presente nella bocca. Questo spiega perché è necessaria una regolare igiene orale spazzolando almeno 2-3 volte al giorno denti e spazi interdentali per evitare carie, tartaro, infiammazione delle gengive, parodontite e perdita dei denti. Facendo così, i denti resteranno ben protetti, grazie al continuo rinnovo della pellicola di protezione.
La saliva contiene, inoltre, anticorpi che, rilasciati nel cavo orale, si legano a molti batteri nocivi e li inattivano. Inoltre gli enzimi presenti nella saliva non combattono soltanto i batteri, ma anche i funghi e i virus e decompongono continuamente gli zuccheri dannosi prima che siano convertiti in acidi dai microrganismi. Questa è la ragione per cui non ci si dovrebbe coricare senza aver lavato i denti. Altrimenti acidi e microrganismi si scatenano, dato che mentre si dorme la salivazione si riduce al minimo. Diversi fattori contribuiscono a determinare variazioni nella composizione chimica della saliva. Fra questi si possono ricordare: l’età del soggetto (i giovani secernono più saliva degli anziani); il sesso, in quanto nelle donne le variazioni ormonali del ciclo e della gravidanza portano a una variazione sia qualitativa che quantitativa della saliva secreta; le abitudini alimentari e la dieta, in quanto la funzione enzimatica protettiva della saliva viene facilmente compromessa da un eccesso di zucchero, bibite acide, alcolici e nicotina; alcuni farmaci possono modificare la quantità e qualità della saliva.
La saliva svolge però anche un’altra importante funzione. Dato che in essa si possono trovare anche residui alimentari, cellule derivanti dalla naturale esfoliazione, cellule del sangue, così come tracce di farmaci o prodotti chimici, viene utilizzata come fonte di indagine non invasiva del metabolismo e dell’eliminazione di molti farmaci, oltre che come criterio diagnostico per molti problemi orali come il rischio di carie e la malattia parodontale.
Oggi, grazie a innovativi test salivari, il professionista può intercettare e diagnosticare precocemente al paziente le predisposizioni a carie o malattia parodontale, rilevando sia i valori del ph sia i microrganismi patogeni che possono compromettere la salute della bocca.

Dott. Vezio Bertani – Medico chirurgo specialista in Odontostomatologia – Sito: www.studiodentisticobertani.it  

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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