Rovigo, strade dissestate: meno cadute, ma difficile intervenire sulle buche

ROVIGO STRADA buche1L’incrocio fra emergenze oggettive e cifre con multipli di zero fa ironizzare l’assessore Antonio Saccardin, titolare dei Lavori Pubblici del Comune, sul clichè della “coperta corta” delle risorse finanziarie.

“I chilometri dell’insieme delle strade comunali sono 410 – chiarisce – e i fondi assegnati diminuiscono drasticamente. Ormai gli introiti provengono dalla riscossione delle multe, ma non possiamo auspicare che i cittadini commettano infrazioni”. È difficile, a ogni modo, far indossare alla manutenzione delle strade l’abito della “Cenerentola” dei lavori pubblici e altrettanto rendere “cronici” i malesseri dei cittadini che diventano apicali nel caso degli incidenti dovuti alla presenza delle buche e del dissesto delle strade.

Lo sfondo del problema si precisa con i dati forniti dall’assessorato in collaborazione con l’Ufficio Assicurazioni e Sinistri secondo i quali, dal 2013 al 2016, sono state intentate 23 liti giudiziarie verso l’amministrazione comunale da parte di cittadini per le lesioni occorse a seguito di cadute. Si nota anche una tendenza positiva verso il contenimento delle iniziative legali che erano 13 nel 2013 e soltanto 1 nel 2016, tanto quanto decrescono le richieste dirette di risarcimento del danno che corrispondevano a 203 nel 2013 e sono divenute 68 nel 2016. La fascia di età più colpita dagli incidenti è quella fra i 57 e 66 anni, segue quella fra i 67 e 76 e per ultimo l’arco di età che varia fra i 37 e i 56 anni, mentre sono sporadici i sinistri che coinvolgono persone giovani.

La prudenza è buona norma per chi va a piedi, in bicicletta, motorino o a spasso con il passeggino, ma qualche volta, lo afferma lo stesso assessore, l’insidia è più subdola, se le piogge sono abbondanti e coprono le buche non rendendole visibili. “Mi sono trovato a dover dichiarare la “somma urgenza” degli interventi – riferisce Saccardin – per arginare il pericolo immediato dell’apertura di una voragine. Il Codice degli Appalti definisce il limite dei mille euro per l’assegnazione diretta dei lavori, ma imparzialità e trasparenza nella pubblica amministrazione prevedono l’indizione della gara.

Qualche metodo innovativo potrebbe dimostrarsi maggiormente efficace, come il procedimento brevettato di un’azienda che coprirebbe il manto stradale “a caldo” e non “a freddo” fornendo la garanzia degli effetti duraturi dell’opera. I costi sarebbero più elevati, ma la spesa è preferibile se risolutiva”.

Daniela Muraca

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