Zaramella guarda al futuro di Este: “La via maestra sta nelle fusioni”

zaramellaCarlo Zaramella, consigliere comunale di Este Sicura, alle ultime elezioni la sua scelta è stata di apparentarsi, al ballottaggio, con Stefano Agujari Stoppa. La rifarebbe?
“Sì, perché quella decisione derivava da un confronto sui programmi. Mi dispiace che la campagna elettorale si sia poi trasformata in uno scontro tra fazioni condito da insulti rivolti a me e al mio gruppo: oggi il Consiglio paga le conseguenze di quel clima, perché finora lo spirito è stato poco collaborativo”.

La sua lista come si sta muovendo nello scenario attuale?
“Mi piacerebbe che nascesse un polo civico forte, capace di superare le solite divisioni tra tifoserie. Spero si possa fare un percorso comune con le Civiche d’Este, aprendo un serio ragionamento sul futuro della città”.

Che valutazione dà della nuova Amministrazione?
“Mi preoccupa l’evidente atteggiamento di chiusura: tutte le forze presenti in consiglio devono essere messe in condizione di dare il loro contributo”.

Su Este in Fiore non ha risparmiato critiche al sindaco.
“La manifestazione non si è svolta come inizialmente previsto a Pasqua: sono felice che sia stata accolta la nostra richiesta. Ciò detto, affidarne a un privato l’organizzazione è significato regalargli una gallina dalle uova d’oro. Sono favorevole a esternalizzare gli eventi ma non quello più importante, che deve restare in capo al Comune”.

Nelle ultime settimane si è tornato a parlare di Sesa.
“Già tre anni fa avevo presentato in Consiglio comunale una mozione che chiedeva più trasparenza. A mio avviso, poi, nel cda dovrebbero essere rappresentate anche le componenti ambientalistiche del territorio. E serve un ente esterno, competente e affidabile, che svolga attività di monitoraggio”.

Anche Este sta subendo gli effetti di una dinamica economica nazionale che continua ad essere negativa. Cosa si può fare per cercare, almeno, di limitare i danni?
“Mentre Monselice ha investito molto, noi abbiamo puntato solo su Sesa. Questo però non si è tradotto in una riduzione delle tasse o in un bilancio comunale solido tanto è vero che, se l’azienda all’improvviso chiudesse, il Comune rischierebbe il default. Serve un’Amministrazione che sappia dare un’idea di futuro e la via maestra per evitare di diventare sempre più una periferia è quella delle fusioni”.

Davide Permunian

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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