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Bottrighe, Legambiente premia Mater Biotech Novamont

Un prestigioso riconoscimento, tra le undici realtà venete selezionate da Legambiente, è stato conferito allo stabilimento della Mater- Biotech Novamont di Bottrighe. Ciò si è svolto nel corso della tappa del treno dell’associazione ambientalista e di Ferrovie dello Stato Italiane con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del territorio e del Mare. Mater-Biotech è stata premiata con una medaglia realizzata da ‘The Breath’, un innovativo tessuto in grado di assorbire e disgregare le molecole inquinanti.
Soddisfazione per il colosso di Novara, nato come centro di ricerca dell’allora Montedison, che a Bottrighe ha creato il primo impianto al mondo capace di realizzare, attraverso gli zuccheri, un componente essenziale per la produzione di plastiche completamente biodegradabili.
Ciò riconvertendo l’ex stabilimento che produceva lisina, un amminoacido per l’integrazione di alimenti per animali e ancor prima, glutammato monosodico. Il nuovo impianto, gioiello di elevatissima tecnologia, avrà una produzione annua di 31 mila tonnellate di butandiolo ricavato direttamente da zuccheri, attraverso l’utilizzo di batteri di tipo eschericchia-coli opportunamente ingegnerizzati, un composto chimico sinora ricavato solo da fonti fossili. Il butandiolo viene impiegato sia come solvente, sia per la produzione di plastiche.
Quello da fonte rinnovabile, prodotto a Bottrighe, sarà utilizzato per la produzione della quarta generazione delle bioplastiche Mater-bi, contraddistinto da un maggiore impiego di materie prime rinnovabili con una forte riduzione delle emissioni in atmosfera. Il bio butandiolo avrà in questo modo un aumento del suo contenuto rinnovabile che dal 36% passa al 61% con la conseguente riduzione del 15% circa del carbonio.

Significativo l’intervento della scienziata Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, nel corso del convegno internazionale svoltosi a Cà Vendramin: “Trattasi di bioeconomia, ovvero la sfida dell’imminente futuro che sfrutta siti deindustrializzati e tecnologie prime al mondo per realizzare impianti definiti punti di connessione e di partenza per e disgregare le molecole inquinanti. Soddisfazione per il colosso di Novara, nato come centro di ricerca dell’allora Montedison, che a Bottrighe ha creato il primo impianto al mondo capace di realizzare, attraverso gli zuccheri, un componente essenziale per la produzione di plastiche completamente biodegradabili. Ciò riconvertendo l’ex stabilimento che produceva lisina, un amminoacido per l’integrazione di alimenti per animali e ancor prima, glutammato monosodico. Il nuovo impianto, gioiello di elevatissima tecnologia, avrà una produzione annua di 31 mila tonnellate di butandiolo ricavato direttamente da zuccheri, attraverso l’utilizzo di batteri di tipo eschericchia-coli opportunamente ingegnerizzati, un composto chimico sinora ricavato solo da fonti fossili. Il butandiolo viene impiegato sia come solvente, sia per la produzione di plastiche. Quello da fonte rinnovabile, prodotto a Bottrighe, sarà utilizzato per la produzione della quarta generazione delle bioplastiche Mater-bi, contraddistinto da un maggiore impiego di materie prime rinnovabili con una forte riduzione delle emissioni in atmosfera. Il bio butandiolo avrà in questo modo nuove iniziative come lo è Mater- Biotech di Bottrighe, tassello di un sistema di impianti primi al mondo ed interconnessi, al quale dobbiamo guardare come un formidabile acceleratore e punto di moltiplicazione di opportunità della filiera delle bioplastiche”.

Bottrighe, quindi, viene lanciato quale sfida mondiale dell’innovazione sostenibile per un nuovo modello industriale.

Ro. Ma.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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