Cadoneghe: restituzione Iva su bollette rifiuti tra cause collettive e tanti distinguo

Ancora al centro del dibattito sulla restituzione dell’Iva riguardante la tassa sui rifiuti. Una discussione infuocata che non accenna a placarsi vista la generale grande confusione in materia. Un esempio? Le differenze esistenti, per fare un esempio, tra Comuni che afferiscono alla stessa multiutility. Per quattro anni i cittadini di Cadoneghe, ad esempio, non l’hanno pagato. È stata, poi, reintrodotta nel 2014. Diversa situazione a Piazzola sul Brenta: in questo Comune è stata reperita una comunicazione, che risale al 2010, nella quale Etra asseriva che, in accordo coi Comuni soci, avrebbe continuato ad applicare l’Iva fino a che la legislazione non avesse emesso provvedimenti che la escludessero esplicitamente.
In questo stato di confusione non bisogna dimenticare che ci sono ben due sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione che intendono illegittima l’Iva se applicata alla tariffa sui rifiuti. E ulteriore confusione deriva anche dalle due diverse posizioni assunte da Comuni che pure afferiscono alla stessa società.
Sul piede di guerra il Movimento 5 Stelle che sia a Piazzola che a Cadoneghe chiederà delucidazioni in merito, presentando interpellanze nei Consigli comunali. La notizia è emersa nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti alcuni consiglieri comunali del Movimento 5 stelle padovani, tutti impegnati a sostenere questa causa e a spiegare ai cittadini cosa sia l’Iva sui rifiuti e come poterne ottenere la restituzione: tra questi anche Nicola Longo, attivista del M5S di Cadoneghe, membro del Gruppo rifiuti, che sta appunto tenendo le riunioni sulla restituzione dell’Iva insieme al collega di Cittadella Roberto Capelli.
A Cadoneghe, come si è detto, i cittadini non hanno pagato l’Iva per ben quattro anni: vale a dire dal 2010 al 2014. Vale a dire fino a quando non è arrivato un modulo F24 attraverso cui pagare la maggiorazione della Tares direttamente allo Stato. Nello stesso anno è stata poi reintrodotta l’Iva.

“Non essendo stati modificati gli importi sulle bollette, vorremmo capire dove sia finito il 10 per cento che i cittadini hanno comunque pagato – si è chiesto Nicola Longo che aggiunge – facendo un conto sommario se su 16 mila residenti le utenze che in quattro anni non avrebbero dovuto pagare una media di cento euro l’una sono seimila, si fa presto ad arrivare a 600 mila euro”.
E mentre si aspettano delle risposte certe, vanno avanti le numerose le azioni legali promosse per ottenere la restituzione dell’Iva. Attualmente i cittadini rimborsati sono stati 14 a Vigonza e uno a Torreglia (che si è visto restituire anche le spese legali). In corso ci sono tre cause collettive (da 26, 13 e 19 cittadini) e 5 mila lettere di rimborso, che però, per vedersi restituire i soldi, devono tramutarsi in cause. Etra, infatti, non restituisce nulla se non a fronte della sentenza di un giudice.

Nicoletta Masetto

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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