Cavarzere, sequestrato laboratorio cinese di produzione tessile con decine di lavoratori irregolari

Nella mattina del 15 maggio i Carabinieri della Stazione di Cavarzere e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Venezia, a seguito di attività informativa eseguita dai militari del luogo, effettuavano un controllo presso la ditta “Confezioni Chen Xiajiao” nel Comune di Cavarzere che ha come oggetto sociale la confezione in serie di abbigliamento esterno, di cui è titolare la Chen Xiajiao ragazza cinese di anni 40 residente in Cavarzere.

Al momento dell’accesso sono state rintracciate mentre lavoravano 12 persone che presso le loro postazioni erano impegnate a cucire vari capi di abbigliamento ed alcuni di loro alla vista dei militari tentavano di fuggire nascondendosi anche in una stanza adibita a mensa. Cinque lavoratori risultavano in possesso di documento di identità ed in regola con il permesso di soggiorno, tre ragazze e due ragazzi di età compresa tra i 50 e 25 anni; gli altri sette lavoratori erano sprovvisti di permesso di soggiorno.

Dall’ispezione di luoghi di lavoro sono state riscontrate numerose violazioni in materia di sicurezza ed igiene, mancanze tali da non consentire ulteriormente la prosecuzione delle attività lavorative in corso: sporcizia, carenze strutturali, sistemi antincendio non revisionati, impianto elettrico non a norma, omessa formazione dei lavoratori sulla sicurezza.

All’interno dell’azienda erano stati creati dei vani adibiti a dormitorio con pareti in legno, letti, armadi, ed addirittura un soppalco dove  venivano ricavate altre camere ove all’interno si notavano suppellettili che segnalavano la presenza anche di bambini. Tra le 42 macchine da cucire sistemate su altrettante scrivanie da lavoro era riposta in terra varia frutta e verdura in cattivo stato di conservazione.

L’intero laboratorio è stato dunque sottoposto a sequestro preventivo cosi come disposto dall’ A.G. veneziana. Dei dodici lavoratori presenti al momento del controllo solo uno risultava in regola e gli altri 11 tutti lavoratori “in nero”, tutti e sette cittadini clandestini erano domiciliati appunto presso il laboratorio all’interno dei vari vani e sul conto dei quali venivano avviate le procedure per l’espulsione dal territorio italiano e denunciati in stato di libertà per violazione della legge sull’immigrazione.

La titolare della ditta Chen Xiajiao è stata denunciata in stato di libertà per impiego di manodopera clandestina, luoghi di lavoro non conformi ed omessa formazione dei dipendenti.

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