Il Centro antiviolenza del Polesine non chiuderà

violenzadomesticaBuone notizie per il Centro antiviolenza del Polesine. La Regione Veneto si è attivata, tramite i propri uffici, per garantire la continuità del servizio. E’ quanto assicura l’assessore regionale al sociale a seguito dell’incontro avvenuto oggi, a Venezia, tra l’assessore al sociale del Comune di Rovigo e gli uffici regionali preposti alle politiche di prevenzione e contrasto contro la violenza sulle donne.

“Abbiamo appreso dalle cronache delle difficoltà nelle quali versa il centro antiviolenza del Polesine – dichiara l’assessore regionale –.  Difficoltà di tipo amministrativo e organizzativo,  rispetto alle quali la Regione non ha competenza diretta. Tuttavia, in considerazione dell’importanza del servizio svolto della struttura polesana, ho subito attivato i miei uffici per promuovere un incontro con gli amministratori locali e supportarli nell’individuare una soluzione che possa garantire la continuità del servizio di ascolto, consulenza, sostegno psicologico e accoglienza protetta. Il centro di Rovigo ha una storia e una valenza provinciale, che non può essere interrotta, né tantomeno dispersa. Spetta ora all’amministrazione locale riattivare convenzione e progettualità per la ripresa dell’attività”.

A seguito dell’incontro odierno, il Comune di Rovigo si è già reso disponibile a supplire alla momentanea chiusura del centro attivando i propri servizi comunali e il consultorio familiare, al fine di garantire un punto di ascolto e di prima informazione alle potenziali utenti.  Recapiti telefonici e orari del servizio-ponte dovranno essere comunicati ufficialmente quanto prima alla Regione, che li veicolerà anche nella propria rete informativa.

“Nonostante le ristrettezze del proprio bilancio – conclude l’assessore Lanzarin – la Regione Veneto ha mantenuto anche quest’anno il capitolo finanziario di 400 mila euro  a sostegno della rete dei centri territoriali antiviolenza. Un impegno finanziario che ha consentito di mettere a bando le prime risorse per supplire al ritardo accumulato dalle erogazioni del fondo nazionale”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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