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Legnaro: perde il lavoro e si reinventa un’attività tutta sua

Il posto fisso e una promettente carriera davanti, maturata negli anni nel settore commerciale della telefonia. Poi nel 2009 il grave incidente in moto. Il coma e il lungo periodo di riabilitazione, fisica e psicologica. Un percorso difficile che lo ha tenuto per mesi lontano dal posto di lavoro. Quindi la lettera di licenziamento. Poi un nuovo incarico, la crisi, i tagli al personale e di nuovo la disoccupazione, un anno fa. Da allora ha spedito decine e decine di curricula ma è stato chiamato a un solo colloquio per un part-time, a 50 chilometri da casa. Fabrizio Lion, 44 anni di Albignasego, invece di disperarsi ha deciso di rimboccarsi le maniche. C’era il suo bambino di 4 anni che chiedeva spesso che lavoro facesse il papà.
Quella domanda meritava una risposta dignitosa. E così, con il sostegno della moglie Anna, Fabrizio l’8 aprile scorso ha inaugurato a Legnaro in via dell’Industria 6/B il suo ‘Baby Bazar’: un negozio del riuso per bambini in franchising già presente in 37 località italiane. Qui chiunque può portare oggetti per l’infanzia (attrezzature, abbigliamento e giocattoli) che i bimbi non usano più e ricavare, alla vendita, il 50% del prezzo. Un contributo a un’economia circolare, più consapevole e rispettosa dell’ambiente, ma anche un’occasione per donare: si può decidere infatti di regalare in beneficenza ciò che non viene acquistato. Fabrizio ha scelto di stringere una collaborazione con il Centro di aiuto alla vita di Piove di Sacco perché, racconta, “Desidero sostenere le famiglie in difficoltà che risiedono vicino al mio negozio affinché, ciò che il territorio ha donato, produca i suoi benefici e faccia crescere lo stesso territorio”.

Un’idea ecologica e smart. Portare i propri oggetti non utilizzati in un Baby Bazar, infatti, consente di liberare spazio in casa senza generare rifiuti. Ed anche il processo di vendita e rimborso viene gestito nel modo più sostenibile: tutti i documenti, infatti, sono consultabili online in tempo reale senza bisogno di stampare. Per scelta di Fabrizio, anche la gestione amministrativa dell’azienda è completamente dematerializzata.

Mio figlio Davide continuava a chiedermi che lavoro facessi – ricorda commosso Fabrizio – finalmente posso rispondergli che papà la mattina si alza per andare a fare il suo lavoro, quello che amo e che mi riesce meglio: il venditore”.

Alessandro Cesarato

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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