Home Elezioni Mirano: i programmi, tante ricette differenti per poter migliorare la città

Mirano: i programmi, tante ricette differenti per poter migliorare la città

Otto, come i candidati, anche i propositi e le differenti visioni di città, in ordine alfabetico. Giorgio Babato mette i nomi delle frazioni anche nel simbolo per sottolineare l’attenzione alle periferie, e critica i lavori pubblici degli ultimi anni, fatti senza progettualità. Attenzione confermata per i temi della famiglia e della vita, su cui si è allargata la frattura con l’attuale maggioranza.
Maria Giovanna Boldrin punta tutto su tre capisaldi: “Sicurezza e controllo del territorio andranno sostenuti con il potenziamento del corpo dei vigili e l’aggiornamento della videosorveglianza, poi impegno per lavoro e sviluppo economico, riorganizzazione ed efficientamento della macchina comunale” Con lei Mirano 5.0 di Paolo Favaretto che, forte dell’esperienza del Summer Festival, punta a coinvolgere soprattutto i giovani.
Per Luigi Gasparini: In questi anni si è continuato a edificare senza risolvere il problema della viabilità: la qualità della vita è peggiorata, come i servizi. L’obiettivo è la salvaguardia della fasce più deboli, con servizi per le famiglie, uno sportello lavoro e una riflessione sull’utilità dell’Unione dei comuni”.
“Parlavamo del programma quando gli altri lanciavano candidati – fa notare il civico Marco Marchiori. Serve un Comune con capacità decisionali, attenzione ai servizi, scelte su territorio, ambiente e sicurezza. La vera priorità, per dire, è un piano del traffico, non improvvisare un piano d’assetto del territorio: sono 40 anni che discutiamo di strade”.
Il programma a 5 stelle di Antonio Milan punta tutto su sicurezza, rifiuti, servizi, connettività e mobilità: “Un piano della mobilità sostenibile per risolvere il problema del traffico di attraversamento – spiega – poi eliminare i parcheggi a pagamento e migliorare i collegamenti con l’aeroporto di Venezia e l’ospedale dell’Angelo. E ancora: wi-fi libero per centro e frazioni, sistema di raccolta rifiuti porta a porta e soluzione per la caserma dei carabinieri, in modo da favorire l’aumento di organico da parte dell’Arma.
Maria Rosa Pavanello il sindaco uscente si ripresenta anche sul cavallo di battaglia dei 19 milioni di euro del Passante, per cui il Comune è creditore verso la Regione. La giunta è ricorsa al Tar contro la Regione, Pavanello ha promesso agli elettori miranesi : “Li porterò a casa, costi quel che costi”. Alberto Semenzato, che in Regione è consigliere a fianco di Zaia, raccoglie la sfida: “Non è che la Regione quei soldi non li voglia dare: non li ha perché Roma se li tiene.
Se Pavanello avesse lavorato per l’autonomia del Veneto, forte delle sue mille vesti istituzionali, oggi ne avrebbe portati a casa il triplo”. Stefano Tigani lancia invece il ‘fattore famiglia’: “Un correttore del calcolo Isee che introduce un principio di adeguamento dell’indicatore del reddito – spiega – ma prevediamo anche convenzioni con i ristoranti per mandare a cena famiglie che non se lo possono permettere, o per fare la spesa a chi non arriva a fine mese, fornire buoni benzina, cartoleria, pasto, libri”.

Filippo De Gaspari

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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