Rottanova, l’aggressione aggrava il problema

Una ragazza stava percorrendo una strada a lei nota, usuale, familiare. Si stava recando in piazza, a Rottanova attraverso l’argine del Gorzone, a bordo della sua bicicletta. Quando è successo l’imprevedibile: due uomini di colore percorrevano la stessa strada, nella direzione opposta, anch’essi a bordo di una bicicletta. Via via la diciassettenne procedeva per la sua strada i due uomini le venivano incontro, fino a raggiungerla. Uno strattone violento e la ragazza è caduta a terra. Presa dal panico, ha iniziato a gridare, per chiamare soccorsi. Intimoriti dalle urla, i due malviventi non hanno potuto far altro che tagliare la corda, salire in groppa alle loro bici e dileguarsi, per non rischiare di essere catturati.
E infatti, poco dopo l’aggressione, si sono recati sul posto la madre della ragazza, il padre ed altri familiari, per soccorrere la ragazza, illesa ma molto spaventata. Non è difficile intuire a cosa puntassero i due uomini. Tanto che il padre della ragazza, furibondo, secondo i quotidiani locali si sarebbe lanciato in una vana rincorsa degli aggressori della figlia, per poi denunciare l’episodio di tentata violenza ai carabinieri.
Per ora gli indizi, fra i quali la ricostruzione della ragazza vittima dell’aggressione, porterebbero all’individuazione degli aggressori con due profughi, probabilmente alloggiati nella ex base di Conetta, poco distante dal luogo del misfatto. Il fatto riporta inevitabilmente alla mente l’episodio simile avvenuto a metà marzo a Bagnoli di Sopra, quando una donna, mentre faceva jogging, è stata aggredita da un ospite del centro di accoglienza San Siro. L’aggressore, dopo tre giorni di caccia all’uomo, è stato individuato, un ventiseienne nigeriano. A incastrarlo alcune prove schiaccianti, fra le quali il telefono rubato alla vittima.
Li definisce ‘teppistelli’, il sindaco di Cona Alberto Panfilio, i due aggressori ospitati probabilmente nella ex base Silvestri di Conetta, che “con atteggiamento bullesco hanno importunato una giovane residente”.

E nonostante tutto si sia concluso con un grosso spavento per la ragazza e nulla più, “dobbiamo però condannare l’episodio e richiamare gli organi competenti ad un maggior controllo sui giovani richiedenti asilo” afferma Panfilio.

E conclude: “Spero che gli amministratori del comune di Cavarzere non si limitino a mettere la testa sotto la sabbia rispetto alla tematica dell’eccessiva concentrazione di migranti a Cona. È un problema del territorio, se si ha il coraggio di ammetterlo e affrontarlo condividendolo”.

Margherita Bertolo

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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